Brescia: nuovi scontri ai piedi della gru

Torna alta la tensione nella città di Brescia, dove dal 30 ottobre scorso un gruppo di immigrati è salito su una gru del centro storico per protestare contro il mancato rilascio del permesso di soggiorno. Ieri un corteo animato da gruppi anti-fascisti e movimenti pro-immigrati è degenerato in guerriglia urbana, dopo il lancio di una bomba carta da parte di un gruppo dei manifestanti.

Una delegazione – a cui era stato concesso il permesso di avvicinarsi alla gru per consegnare cibo e coperte ai quattro immigrati – stava facendo ritorno tra le file del corteo, quando dal centro di esso un gruppo di facinorosi, dopo aver indossato caschi da motociclista e cappucci che ne coprivano il viso, hanno dato il la ai disordini. Il lancio di pietre, bottiglie e fumogeni (oltre alla bomba carta) ha innescato la reazione degli agenti della polizia che, con due cariche, hanno causato la dispersione del corteo e la forzata conclusione della manifestazione di solidarietà.

Cinque persone sono state fermate e trasferite in Questura, mentre tre agenti della polizia sono rimasti feriti. Per due di loro è stato necessario provvedere al ricovero. Il gruppo di facinorosi che ha tentato di vincere il cordone di sicurezza è stato “isolato” dal comitato organizzatore della manifestazione, che ha preso le distanze dalla violenza perpetuata.

Intanto la posizione del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sulla protesta portata avanti dai quattro immigrati a Brescia rimane severa. Il leghista, infatti, continua a rigettare le accuse mosse dai quattro clandestini che hanno puntato l’indice contro la “sanatoria” del 2009 (quella riservata solo alle colf e alle badanti). “Lo Stato non ha truffato nessuno – ha detto Maroni – E noi non accettiamo ricatti“. Quanto alla possibilità di estendere il diritto di voto anche agli stranieri: “Possono avere tutti i diritti che vogliono – ha tagliato corto Maroni – ma fino a quando sarò io ministro non avranno il diritto di voto“.

Maria Saporito