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Quando la realtà non basta, Realtà Aumentata

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Andiamo al cinema 3D per sentirci parte di una storia e vivere emozioni intense. Lo facciamo anche quando andiamo al Gardaland e portiamo i nostri figli a vedere SpongeBob 4D e gli spieghiamo che non deve spaventarsi se ‘vede‘ mostri che non esistono.

Ogni giorno percorriamo strade, vediamo persone e facciamo cose che a tratti hanno un senso di ordinario e rituale rendendoci più sicuri dentro alla nostra zona di conforto. Altre volte invece abbiamo la necessità di guardare oltre ed imparare ad osservare ‘luoghi di tutti i giorni‘ con occhi nuovi, più profondi.

Si parla moltissimo in questo periodo di Realtà Aumentata, un nuovo filone di sviluppo tecnologico che consente di far emergere informazioni e qualificare pezzi di realtà dandogli un senso ed arricchendoli di indicazioni utili ad uno scopo.

La realtà trasmette oggi una quantità infinita di informazioni che difficilmente riusciremmo ad elaborare.

Il settore con più ampio sviluppo e successo di pubblico è attualmente rappresentato dal mondo dei cellulari ,in particolare gli smartphone e  tra questi iPhone che vanta nell’Apps Store una lunga lista di browser ed applicazioni dedicati.

Facciamo un esempio: Pocket Universe o Star Walk consentono di utilizzare iPhone come un vero telescopio. Utile nelle notti di San Lorenzo, aggiunge una certa magia quando nel buio della notte si punta un pezzo di cielo e si legge sul display cosa effettivamente ci troviamo aldilà delle nuvole e di tutto quel mistero. Possiamo quindi aiutarci da soli a scoprire se siamo sotto la costellazione del Cigno o del Cane Maggiore e lo facciamo grazie alle informazioni ‘disegnate’ sul telefono come se ci fosse un filtro che fa emergere solo quello che ci interessa.

La definizione di Realtà Aumentata può essere fuorviante perchè nella pratica ciò che queste applicazioni consentono di fare è invece focalizzare, mirare e filtrare ciò che vediamo. In un certo senso quindi, la realtà diminuisce e le informazioni che riceviamo sono qualificate in base ad un contesto preciso che ci serve in un determinato momento.

Questa nuova frontiera non fa rima solo con videogiochi e social network (Tagwhat), si sposa bene anche con altri importantissimi settori quali l’industria e la logistica, le nanotecnologie, la telemedicina ed il mondo delle Istituzioni (UNICEF).

Divertitevi qui.

Natascia Edera