Sallusti: Berlusconi è rimasto solo, ma vincerà ancora

“La maggior parte dei ministri è gente che ha vinto la schedina del Totocalcio senza nemmeno giocare. Sanno benissimo che non capita due volte nella vita di fare 13 e fanno di tutto per restare attaccati alla poltrona“: il direttore de “Il Giornale“, Alessandro Sallusti, non ricorre a giri di parole per descrivere il “fuggi fuggi” che, a suo parere, si sta registrando intorno al premier. In un’intervista a “Il Fatto Quotidiano” consegna la sua personale istantanea del delicato momento politico, sferzando attacchi più a destra che a sinistra.

Berlusconi non è finito – risponde a esplicita domanda il direttore – Secondo me è un momento di grande difficoltà. E’ praticamente solo. Il Pdl, con una logica suicida, sta difendendo solo se stesso. Siccome all’opposizione non c’è nulla – aggiunge Sallusti – il paradosso è che se nessuno tradisce, nel Pdl, non può succedere nulla”.

Non esita neanche a puntare il dito contro coloro che – all’interno della compagine di governo – vengono percepiti come potenziali Bruto: “Siccome più di uno – spiega – dice che la Gelmini e Frattini sarebbero disposti a un governo senza Berlusconi, il fatto di non smentire diventa automaticamente una cosa brutta e pericolosa, un silenzio-assenso. Il silenzio a volte – osserva Sallusti – è più di una dichiarazione”.

E sulla vicenda di Ruby che ha gettato discredito sul presidente del Consiglio a livello internazionale, assicura di non nutrire alcun imbarazzo. “E’ una vicenda esclusivamente privata – chiarisce Sallusti a “Il Fatto Quotidiano” – che non ha nessuna implicazione politica. Ognuno di noi dovrebbe imbarazzarsi per quello che facciamo noi nel nostro privato, non per quello che fanno gli altri”.

E per rinforzare il concetto, chiama in causa due “insospettabili“: “Il gossip è per definizione una illazione – aggiunge il giornalista – Bersani secondo il gossip è uno scopatore leggendario, Fassino è già nella letteratura. Su Berlusconi è come per Ustica: non si capisce più la differenza tra realtà e leggenda”.

Nel caso in cui si tornasse alle urne, infine, per il direttore de “Il Giornale” gli italiani non potrebbero non premiare il Cavaliere: “Oggi ha più argomenti di ieri – gongola Sallusti – Non ultimo quello di non avere più tra le palle Fini e  Casini, la vecchia politica”.

Maria Saporito