Sarah Scazzi: lettere d’amore per Sabrina Misseri


Tra insulti e minacce di morte indirizzate a Sabrina Misseri, si erge qualche spasimante che arriva a chiederla in moglie.

È quanto accade nel carcere di Taranto, dove la ventiduenne accusata di aver ucciso sua cugina, la piccola Sarah Scazzi, è rinchiusa dal 15 ottobre scorso. Ieri mattina, insieme alla fitta corrispondenza dei detenuti, è arrivata anche la nefasta (per la diretta interessata) notizia dal tribunale del riesame: giudici e pm non le credono, dovrà restare in galera.

Pronta a dichiarare tutta la sua innocenza, la Misseri trascorre il suo tempo rifiutando il cibo (sembra sia dimagrita fino a 10 chili) e a fumare senza sosta. Oltre, ovviamente, a leggere le centinaia di lettere che le scrivono i detenuti. C’è chi continua ad insultarla e a prometterle vendetta per aver ammazzato la cugina quindicenne, e chi ne è talmente affascinato da chiederla in nozze: Ti amo, So che non c’entri e ti aspetterò, tra i messaggi più sobri.

C’è poi la frangia innocentista che si limita a dichiarare la propria vicinanza affettiva alla ragazza, anche mamme che l’hanno vista in tv e sono commosse dalla dedizione dimostrata durante i 42 giorni di ricerca della piccola Sarah. “Sono certa che non hai ucciso Sarah e voglio contribuire a dimostrare la tua innocenza”, le scrivono.

Per ora sembra che la ventiduenne non riceverà più la corrispondenza in cella: la notizia giunta dal tribunale del riesame l’ha scossa al punto che chi segue la ragazza non intende esporla ad ulteriori ansie.

Mi sta dicendo che trascorrerò Natale qui, vero avvocato?”, chiedeva ieri la ragazza a Vito Russo e Emilia Velletri, che si occupano della difesa di Sabrina, che non piange, ma “si dispera”, come dicono fonti vicine.

Dichiara la sua innocenza ripetendo che Michele l’avrebbe soltanto incastrata. “Ora tutta l’Italia mi vede come un’assassina, non è giusto, mi hai incastrata”, urla dalle sbarre, come se il padre si trovasse dinanzi a lei.

Carmine Della Pia