Sepulveda si racconta a Parla con me della Dandini

È ripartito il 28 settembre, Parla con me, il programma di Serena Dandini. La storica trasmissione di intrattenimento, nata nel 2004 da un’idea proprio della stessa conduttrice, continua a offrirci uno spettacolo intelligente, divertente e ricco di spunti di riflessione.

La puntata di giovedì 11 novembre ha ospitato sul celebre divano rosso della Dandini, Andrea Carandini e Luis Sepulveda. Le due interviste sono state precedute dalla piacevolissima musica di Caro Emerald, novità musicale di Parla con me quest’anno, la cantante olandese, che ha inciso il suo primo disco jazz solo nel 2009.

Andrea Carandini, archeologo italiano di grande fama, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, è stato intervistato per primo, conducendo quasi lui stesso l’intervista. Esordendo con “E anche i beni culturali, che poi di fatto non sono né di destra né di sinistra, sono in mano a tensioni, alla solita lotta fratricida tra italiani che non porta a niente” ha chiarito subito la sua posizione. Da Pompei agli stanziamenti per i beni culturali, di cui ha parlato anche ai giornali in questi giorni, Carandini ha illuminato la situazione italiana di questo momento.

Pompei continuerà a crollare e noi se, malauguratamente, arrivasse un terremoto o una calamità naturale non potremo neanche ricostruirla perché non abbiamo un rilievo 3D.

Ogni anno la città produce dai soli biglietti 24 milioni di euro. Ma che fine fanno questi soldi? Non spesi, se non un terzo.

Lo sa quanti soldi verranno stanziati l’anno prossimo per i beni culturali? Chiede Carandini alla Dandini, in un’inversione di ruoli che mostra l’abilità della stessa conduttrice nel mettere a proprio agio i suoi ospiti. Quanti? Risponde lei. 53 milioni di euro, la liquidazione di un anno di un top manager.

“Faccio un appello al Parlamento, al Paese, al Presidente della Repubblica – continua Carandini- c’è un articolo della Costituzione (n.9) che sancisce La Repubblica Italiana tutela e valorizza il patrimonio storico e artistico. Ma come lo possiamo tutelare se non lo possiamo nemmeno curare?”

La Dandini, colpita, afferma: “noi siamo custodi di bellezze che non sono solo nostre, appartengono all’umanità”.

L’archeologo all’apice della polemicità risponde pronto, strappando gli applausi del pubblico in sala: “ma la bellezza ha avuto una disgrazia: cadere in mano agli italiani, che sanno solo litigare e poco costruire”.

L’altro ospite della serata è meno polemico del primo, più calmo ma non meno riflessivo. Luis Sepulveda, lo scrittore cileno dalla vita più avventurosa di un romanzo, ha presentato il suo ultimo libro “Ritratto di gruppo con assenza”, edito da Guanda. Il libro prende avvio da una fotografia di ragazzi scattata prima della dittatura, oggi Sepulveda si chiede per quanto tempo duri quella tenerezza, quell’innocenza e purezza ritratte nella foto? L’autore parte da lì il suo viaggio narrativo alla ricerca delle storie di tutti quei ragazzi. Un percorso che servirà a Sepulveda per parlare degli effetti della dittatura di Pinochet. L’unica cosa che si respirava era la paura – racconta sul divano della Dandini – tornava la democrazia ma non tornava l’allegria del vivere.

Apice emotivo dell’intervista si è toccato quando la conduttrice ricordando un’intervista realizzata da Enzo Biagi gli ha chiesto come mai lui, che durante la dittatura era stato imprigionato e torturato, non avesse mai scritto nei suoi romanzi di quei momenti. Lo scrittore ha risposto: sento di dovere un enorme rispetto alla gente che ha subito la tortura ma che non l’ha superata.

Come solo uno scrittore sa fare, Sepulveda ha parlato dell’amnesia come ragione di Stato in Cile, che si è abbattuta sul popolo all’indomani della dittatura. “Ma il passato non si può dimenticare perché, o si conosce la storia completa o non si conosce. Solamente la conoscenza completa del passato ti permette di capire bene il presente, e solamente quando si ha una conoscenza piena del passato è possibile immaginare il futuro. Il grande problema è stato che la gente giovane vuole conoscere la storia al 100%, e questo è buono, è positivo”.

Pillole di saggezza, quelle propinateci da Sepulveda durante il suo colloquio con la Dandini, come quando la presentatrice gli chiede chi siano gli sconfitti di oggi, dato che lui ha dichiarato di sentirsi vicino a questi. “Oggi la gente che è sconfitta è la gente giovane, che si vede davanti un futuro nero, provvisorio. E questa è una cosa preoccupante”.

Riflessione, attualità, ma anche tante risate (anche se un po’ amare), durante la puntata di Parla con me, che nonostante le polemiche iniziali per la ripresentazione del programma, ha fin dall’inizio fatto incetta di ascolti.

Margherita Sanna