Telecom-tariffe Unbundling: la sentenza sui rincari scontenta tutti

Lo scontro sui rincari dell’unbundling, il canone mensile che la concorrenza paga a Telecom Italia per appoggiarsi alla sua rete, sembra essere arrivata al capolinea.

L’intervento in merito da parte della Commissione Ue e il conseguente clamore sollevato dal mondo politico hanno accelerato l’intervento dell’Autorità garante (Agcom), che venerdì ha posto delle limitazioni agli aumenti dell’ultimo miglio.

La sentenza ha però scontentato tutti, almeno per ora: da un lato l’Ad di Telecom, Franco Bernabè,che ha espresso tutta la sua delusione in merito ai tagli, dall’altro gli operatori alternativi, che non hanno nascosto certo le loro perplessità per la portata dei tagli, definendoli unanimamente “irrisori”.

Sono molto sorpreso dell’esito della decisione“, il commento a caldo di Bernabè, per il quale, sebbene sia “positivo che l’Autorità abbia deciso in modo tempestivo concludendo il processo“, va ricordato che lo schema adottato da Telecom nel formulare le tariffe “era stato definito dall’Autorità in tutti i suoi particolari“.

Modello che, ricorda il numero di Telecom, “era già stato modificato per tener conto delle esigenze di gradualità dell’adeguamento delle tariffe subendo già una decurtazione“, dunque “coerenza avrebbe richiesto di mantenere risultati di quel modello”.

Prendiamo atto che la decisione e’ stata diversa: per noi questo e’ un sacrificio, ma quanto meno si chiude questo processo con una decisione che, pur penalizzandoci, comunque da atto che quel modello è corretto, con parametri seri e a loro volta corretti“.

Una decisione che, a suo dire, va comunque “al di là delle osservazioni della Commissione europea”.

Per gli operatori alternativi (Wind, Tiscali, Vodafone e Fastweb), invece, i rincari di Telecom, anche se “limati” dalla sentenza dell’Autorità, avranno comunque degli effetti dannosi per il mercato.

Apprendiamo con rammarico la decisione dell’Agcom di alzare i prezzi dell’unbundling” – si legge in un comunicato ufficiale delle società concorrenti – “decisione che ignora del tutto gli elementi da noi forniti e favorisce l’operatore dominante rafforzandolo. Ci riserviamo di avviare le opportune azioni nelle sedi competenti conosciute le motivazioni del provvedimento adottato”.

Wind e Fastweb, ricordiamolo, già fecero ricorso al Tar del Lazio, con scarsi risultati, contro i rincari del 2009, per eccepire poi la sentenza di rigetto del tribunale regionale al Consiglio di Stato, che dovrebbe esprimersi nei primi mesi dell’anno prossimo.

Per Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, nella sentenza si è “tenuto nel massimo conto delle osservazioni della Commissione europea. Grazie all’adozione del nuovo modello, l’Italia si allinea alle best practices vigenti nella gran parte dei paesi europei, e, prima in Europa, introduce un rigoroso meccanismo di verifica della qualità della rete come condizione per riconoscere l’aumento dei canoni di unbundling per il 2011 e il 2012”.

In base alla sentenza per l’anno in corso il canone mensile dell’ultimo miglio resta fermo a 8,70 euro, per poi scendere nel 2011 da un’ipotesi iniziale di 9,14 a 9,02 euro (-1,3%) e nel  2012 da 9,48 a 9,28 euro (-2,1 per cento).

Gli aumenti rispetto ai livelli attuali (8,70 euro) non sono automatici ma saranno legati al miglioramento dell’efficienza della rete, alla diminuzione dei ko tecnici e al numero di guasti segnalati.

Marco Notari