Bocchino: nel governo che vorrei Fini, Udc, ma anche la sinistra

“Abbiamo di fronte solo due possibilità. La prima è che il presidente Berlusconi si dimette, oppure che viene sfiduciato dal Parlamento. In ogni caso dobbiamo andare all’apertura formale di una crisi che c’è già. Noi non vogliamo le dimissioni di Berlusconi contro Berlusconi, ma le sue dimissioni per un governo che governi. Lo dico davvero convinto: per noi chi fa il presidente del Consiglio è l’ultima delle questioni”. Così, in un’intervista a “La Stampa”, il capogruppo di Fli, Italo Bocchino, si inserisce nella discussione politica tesa a individuare la via d’uscita meno dolorosa per il Paese allo sbando.

Il finiano – che giovedì scorso ad “Annozero” aveva anticipato le dimissioni dei ministri e dei sottosegretari di Fli dal governo previste per questa mattina – è convinto che bisogna voltare pagina: “Diamo vita a una nuova stagione di riforme condivise – ha detto – Costituzione, fisco, legge elettorale. Berlusconi, per il bene del Paese, invece di una prova di forza muscolare favorisca una nuova stagione di responsabilità. Salga al Quirinale e si dimetta”.

E cedi il passo a un governo di responsabilità nazionale: “Penso a una nuova maggioranza – ha spiegato Bocchino – Non solo a Fini e all’Udc, che culturalmente e politicamente è una costola del centrodestra italiano. Ma dobbiamo guardare senza pregiudizi e con una mentalità aperta all’opposizione, che va coinvolta in un governo di responsabilità nazionale”.

Per fare cosa? Per il capogruppo di Fli alla Camera, esistono priorità da onorare per evitare la caduta nel baratro: “Al primo punto – ha indicato Bocchino – deve esserci un provvedimento economico e sociale che contenga tagli alla spesa pubblica improduttiva e che destini risorse adeguate al mondo del lavoro, delle imprese, alle famiglie, per garantire una tenuta sociale e la ripresa produttiva. C’è poi bisogno di una radicale riforma del fisco. Dobbiamo recuperare – ha precisato – almeno cinquanta miliardi di euro all’anno di evasione fiscale. Fisco, Costituzione, legge elettorale – ha riassunto il finiano – sono questi il banco di prova che il governo di responsabilità nazionale dovrà affrontare”.

Un ragionamento convincente, che lascia però nell’angolo il presidente del Consiglio. Quale futuro prevede Italo Bocchino per Silvio Berlusconi? “Di diritto dovrebbe essere il presidente del Consiglio – ha ammesso il capogruppo dei futuristi alla Camera – ma per storia personale è il meno adatto a ricoprire il ruolo di presidente del governo di responsabilità nazionale. Lui – ha concluso Bocchino – ha sempre avuto bisogno dell’avversario per compattare i suoi”.

Maria Saporito