Esplode il dopo Berlusconi, tra Stracquadanio e la Ferrari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:57

Il “Berlusconi IV”, nato a maggio del 2008, è venuto a mancare questo pomeriggio alle ore 13.00.
Ne hanno dato l’annuncio Andrea Ronchi, Adolfo Urso, Antonio Buonfiglio e Roberto Menia (membri finiani dell’esecutivo dimissionari) e il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, convocando il Presidente della Camera Gianfranco Fini e il Presidente del Senato Renato Schifani al fine di concordare la gestione della crisi politica apertasi.

Si apre ufficialmente, dunque, il tanto chiacchierato “dopo Berlusconi”.
Il cambio di fase, d’altronde, pur indirettamente era stato confermato già ieri dalle boutade di Giorgio Stracquadanio (PdL) e di Roberto Calderoli (Lega).
Il deputato pidiellino, direttore de “Il Predellino” e noto per aver chiesto l’aumento degli stipendi dei parlamentari che “svolgono seriamente il proprio lavoro” e per aver riconosciuto la legittimità di usare il proprio corpo come mezzo di carriera politica, ha approfittato di un’intervista rilasciata a “Il Corriere della Sera” per evidenziare che, dentro il PdL, siamo prossimi alla fase del tutti contro tutti, cui dovrà emergere la nuova classe dirigente destinata a sostituire Berlusconi.

“Freddino! Molto più che defilato! Sembra un estraneo nel Pdl… Ma lo capisco: è giovane, intelligente, credibile, stimato. Sa perfettamente che, in un modo o nell’altro, saprebbe come riciclarsi. – ha esordito attaccando il ministro della Giustizia Angelino Alfano – Meglio lui, comunque, di altri che prima si sono molto spesi e che ora se ne stanno zitti zitti e buoni buoni…”.
“(Gelmini e Frattini, ndr) Prima hanno fatto i diavoli brigando di qua e di là, cercando insomma di convincere Berlusconi che un accordo con Fini fosse ancora possibile…. Utopia pura, com’era chiaro. – ha continuato – Ora invece se ne stanno un po’ in disparte. Ma pure loro! No, dico: dove vanno senza Berlusconi? Esistono senza di lui? No, non esistono senza il Cavaliere!“.

Lo stesso Berlusconi, con una nota diramata in mattinata, si è detto “stupito” dalle parole di Stracquadanio, contenenti “offese abnormi”.
Rimane, però, quel fondo di verità che si esplica con la presenza, all’interno del Popolo delle Libertà, di una serie di personalismi e correnti (testimoniate dalle varie fondazioni, anche vicine al premier, nate nel corso dei mesi) che, con una possibile caduta del leader a nuove elezioni, finirebbero per scatenare una guerra interna non marginale.

Mentre si concretizzano all’orizzonte nuove elezioni politiche (secondo “Repubblica” il vertice odierno di Berlusconi con i coordinatori del PdL dovrebbe sancire la volontà del premier di andare a nuove elezioni già a gennaio), la Lega già scalda i motori della campagna elettorale.
Il pretesto domenicale è venuto dalla Formula1, con la sconfitta a sorpresa di Alonso e della Ferrari di Montezemolo.
Proprio quel Montezemolo che, da tempo, è visto come il possibile leader confindustriale del terzo polo moderato nato quasi ufficialmente sabato scorso, con l’incontro pubblico a tre fra Fini, Rutelli e Casini, e concorrenziale, dunque, al centrodestra “berlusconian-leghista”.

“La Ferrari è riuscita a perdere un Mondiale di fatto già vinto grazie alla demenziale strategia operata dai box. – ha attaccato il ministro leghista Roberto Calderoli – E visto che a perdere questo titolo sono stati gli strateghi ai box, e non certo l’ammirevole Alonso, chi è responsabile di questa disfatta deve andarsene e quindi entro sera ci si aspettiamo le dimissioni di Luca Cordero di Montezemolo, il quale, al posto di fare il grillo parlante della politica senza beccarne mai una, dovrebbe invece cercare di imparare dagli altri come si fa a gestire una vittoria nel Mondiale”.

L’ascia di guerra è dissotterrata. Che sia dia inizio alla battaglia.

Mattia Nesti

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!