Genova: israeliano e palestinese litigano all’università

Una zuffa come tante altre o un incidente internazionale? La litigata che si è consumata martedì scorso nella mensa dell’Università di Genova lascia per il momento aperto questo interrogativo e incita ad approfondire le indagini su una vicenda dai contorni poco chiari. I protagonisti: Assaf, studente 26enne israeliano iscritto alla facoltà di Architettura, e Ibrahim Abdel Haji, 24enne palestinese iscritto a Medicina, hanno fornito versioni differenti di quella giornata, autorizzando a ipotizzare che uno dei due voglia ingigantire (o al contrario minimizzare) quanto realmente accaduto.

Ma andiamo con ordine: secondo quanto riferito dai numerosi testimoni oculari presenti martedì scorso alla mensa di via Asiago, il palestinese – posata alla mano – avrebbe minacciato l’israeliano che, intimorito dai gesti e dalle parole del ragazzo, sarebbe scappato via dopo aver scambiato qualche insulto e qualche spintone. Quale sia stata la causa del diverbio è però faccenda ancora da accertare. “Ho visto la morte negli occhi – ha raccontato Assaf al quotidiano israeliano “Yediot Ahronot” – Gli studenti israeliani iscritti all’Università di Genova vivono all’ombra di una minaccia permanente“.

Per lo studente di Architettura, insomma, a provocare la rabbia del 24enne palestinese sarebbero state ragioni di carattere politico. Non solo, a un altro organo d’informazione del suo Paese, Assaf ha fornito una fotografia preoccupante del “clima” all’interno dell’Ateneo genovese: “Gli studenti israeliani – ha raccontato – ormai si spostano solo in coppie e le ragazze, in particolare, sono molto impaurite. Nella mensa esiste una netta maggioranza di studenti islamici, per lo più libanesi, palestinesi e siriani. Gli stessi studenti italiani ed europei – ha rincarato Assaf – si sentono intimoriti. Nei dormitori c’è un’atmosfera che mette paura“.

Una versione che non coincide con quella fornita da Ibrahim: “Non c’è nessun movente politico dietro alla mia lite con Asaf – ha spiegato lo studente palestinese – È vero ci siamo spinti ed insultati, ma lo abbiamo fatto in italiano e io non ho mai tirato in ballo l’ebraismo o Israele“.

“È stata una litigata tra ragazzi – ha continuato il 24enne – una discussione come ce ne sono tante. Lui mi guardava male e a me non è andato giù. È vero – ha ammesso – avevo la forchetta in mano ma è perché stavo mangiando”. Sulla vicenda la Digos della Questura di Genova ha aperto un’indagine, tesa a verificare quanto la zuffa alla mensa dell’Università possa essere considerata una semplice “ragazzata”.

Maria Saporito