Marcegaglia: il peggio è passato ma attenzione all’eurodebito

La crisi non e’ finita, abbiamo superato i momenti più difficili ma oggi ci troviamo in una fase diversa, quella della crisi dell’eurodebito e della credibilità dei paesi. Dopo il caso della Grecia si discute della situazione dell’Irlanda“.

Così la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenendo al convegno Quinto elemento, che apre la IX settimana della cultura d’impresa a Roma.

Cominciata come finanziaria – ha aggiunto la Marcegaglia in merito alla recessione – é poi diventata industriale: si vede ancora incertezza, instabilità, difficoltà di lettura di cosa abbiamo davanti”.

I mercati vivono un momento difficile. La situazione , nonostante la tiepida ripresa in atto, resta molto difficile, come difficile risulta individuare “un contesto di uscita dalla peggior crisi del dopoguerra”.

Anche perchè, come ha sottolineato durante il suo intervento, si è anche in presenza di una “discontinuità strategica” con uno “spostamento della centralità dell’economia verso i paesi dell’Asia” che amplifica ancor più le difficoltà “per chi è abituato a vivere solo di domanda interna“.

Fare impresa oggi è molto difficile, richiede uno sforzo e una capacità di lettura della domanda molto più ampia che in passato. Prima i tuoi competitor erano europei o al massimo statunitensi, ora provengono da tutto il mondo e la vita dei prodotti è molto più breve“.

Per la leader degli industriali centrale è quella responsabilità sociale delle imprese che “non deve essere un atto spot ma deve essere parte integrante della strategia d’impresa, deve far parte del nostro quotidiano”.

La responsabilità sociale delle imprese, ancora, deve essere “patrimonio condiviso”, ma affinchè ciò accada “non servono nuove leggi, nuove regole ma scambi di esperienze e di best practice fra le imprese”.

La responsabilità sociale delle imprese non può essere una donazione, un atto staccato dalla vita dell’azienda, deve essere parte integrante della strategia e degli obiettivi che ogni imprenditore si pone”.

Per la numero uno di Confindustria determinante rimane l’impegno dell’associazione che rappresenta per il “rispetto del territorio, del capitale umano e contro ogni forma di collusione con la criminalità organizzata, ma anche contro l’evasione fiscale e il sommerso“.

Principi ribaditi dal Manifesto della cultura d’impresa presentato oggi dalla stessa Confindustria in collaborazione con l’Abi.

Marco Notari