Marijuana: l’Arizona dice si all’uso terapeutico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:18

Lo Stato dell’Arizona ha approvato per via referendaria l’uso terapeutico della marijuana. La “Proposition 203” e’ passata per soli 4.341 voti di margine su 1,6 milioni di elettori.

La sostanza potrà essere prescritta a chi soffre di cancro, aids e altre malattie “croniche o debilitanti”.

Le votazioni si sono tenute lo scorso 2 novembre in occasione delle elezioni di mid-term ed ora l’Arizona diventa il 15° stato Usa a legalizzare la pianta come medicinale: il primo stato Usa ad imboccare tale strada, ricordiamolo, è stata la California nell’ormai lontano 1996.

“Pensiamo davvero che questa sia un’opportunità per dare un esempio al resto del Paese su come sia davvero un programma efficiente per l’utilizzo medico della marijuana”, ha dichiarato al Washington Post Andrew Myers, manager della campagna a favore della legalizzazione, l’Arizona Medical Marijuana Policy Project.

La Casa Bianca, l’8 gennaio di quest’anno, ha annunciato di aver affidato alla National Academy of Sciences l’incarico di effettuare uno studio sugli effetti “benevoli” della marijuana, spiazzando tutti gli osservatori internazionali visto il regime proibizionista in materia appoggiato anche dalla maggioranza dei democratici.

Ancora oggi, anche se illegalmente, la sostanza viene comunque raccomandata da diversi medici americani a malati di cancro e di Aids.

Anche la stessa Food and Drug Administration, in realtà, ne ha implicitamente riconosciuto le doti terapeutiche approvando già nel 1985 la diffusione di un farmaco equivalente alla versione sintetica del principio attivo della pianta, il Thc.

I sostenitori dell’uso della marijuna per fini terapeutici, però, stanno continuando a portare avanti per vie legali la lotta a favore dell’uso di quella naturale, dato che gli effetti del prodotto sintetico sembrerebbero di gran lunga meno incisivi rispetto a quelli ottenibili consumando direttamente le “foglie d’erba”.

Aumenta ora l’attesa dei risultati degli studi commissionati dalla Casa Bianca ad inizio anno.

Marco Notari

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