ONU: 1,5 miliardi di persone a rischio catastrofi

Entro il 2050, il numero di persone che vivono nelle grandi città, esposte a disastri ambientali come terremoti, potrebbe sfiorare quota 1,5 miliardi. Inoltre, secondo l’ultimo rapporto lanciato dall’Onu e dalla Banca Mondiale i danni economici causati dalle calamità naturali potrebbero addirittura triplicarsi, toccando i 185 miliardi di dollari l’anno.

Secondo lo studio, le conseguenze dei soli cambiamenti climatici avrebbero un impatto maggiore dei cicloni tropicali, provocando danni per un valore fra i 28 miliardi di dollari e i 68 miliardi di dollari l’anno. Solo negli ultimi 40 anni, sono morte 3,3 milioni di persone a causa dei disastri naturali, di cui un milione solo in Africa.

Il rapporto propone anche misure di prevenzione, per fronteggiare fenomeni come terremoti, alluvioni e uragani. I governi possono, ad esempio, fare informazione su pericoli e rischi, oltre a incoraggiare investimenti in strutture sicure. Ridare priorità agli interventi pubblici di manutenzione, inclusa la riparazione delle strade e la pulizia delle fognature, è già una buona strategia preventiva. E rafforzare i servizi di previsione meteo costituisce un altro tassello importante per evitare tragedie.

“Questo rapporto – afferma Robert Zoellick, presidente della Banca Mondiale – presenta le prove necessarie per i paesi che sono nostri clienti, per ridurre la loro vulnerabilità rispetto ai disastri naturali e possano crescere in maniera sostenibile ed efficiente dal punto di vista dei costi”. Lo studio evidenzia come siano i più poveri a sopportare il peso maggiore delle calamità, i cui effetti sono spesso aggravati da politiche sbagliate.

“Questo studio – aggiunge Margareta Wahlstrom, Rappresentante speciale Onu per la riduzione del rischio disastri – arriva quando diverse tragedie sono già avvenute, come quelle di Haiti, Pakistan, Cina, Vietnam e Indonesia. Speriamo che possa aiutare i governi a comprendere meglio il valore aggiunto delle politiche di prevenzione”.