“Serata Contemporanea” al Teatro di San Carlo di Napoli

Due maestri di danza contemporanea nel tempio del balletto classico. Due creazioni straordinarie che scavano nel vocabolario della tradizione accademica, per approdare a un linguaggio coreografico attuale.

La “Serata Contemporanea”, in scena fino al 17 novembre al Teatro di San Carlo di Napoli, è il risultato di un’armonia costruita sull’accordo delle parti, reazione vitale, istintiva alla bellezza della continua trasformazione.

Nacho Duato e Luc Bouy i protagonisti di questa reinterpretazione dello spazio-tempo, con due coreografie di grande spessore artistico. A partire da Without words, produzione dell’artista spagnolo realizzata nel 1998 per la prestigiosa compagnia American Ballet Theatre.

Linguaggio del corpo che vibra prepotentemente sulla musica di Schubert, dei suoi Lieder, riproposti, per l’occasione, come musica strumentale, per questo senza parole, con la trascrizione delle linee vocali affidate al violoncello.

In uno spazio scenico oscuro, essenziale ed esistenziale, al contempo, i ballerini del Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo traducono l’eleganza e la grazia della coreografia con un trio, in apertura, di grande impatto e con suggestivi passi a due, tra cui spicca quello di Alessandra Veronetti e Alessandro Macario, impegnato anche in uno straordinario assolo.
Linee, immagini, suoni che, in un’atmosfera senza tempo, arrivano allo spettatore con tutta la forza pregnante delle emozioni. Senza parole, appunto.

Emotività protagonista anche della seconda coreografia presentata nel corso della serata, Il mio angelo, di Luc Bouy, un inno all’amore che sottolinea la costante influenza del destino sulla vita di ognuno di noi.
Un caleidoscopio di sogni, ricordi, premonizioni e sensazioni, regolato sul tempo-ritmo delle strutture musicali ripetitive di Philip Glass, sulle atonalità di Alban Berg e sui tamburi giapponesi di Kodo.

Una danza corale dalla dinamica più libera, rispetto alla precedente di Duato, dove ogni movimento diventa il prolungamento visivo di un sentimento declinato in tutte le sue possibili varianti. Ideale, sconosciuto, atteso, inatteso, doloroso, l’Amore diventa il sogno e il desiderio sotteso a cui sempre si tende.
Un eterno ritorno che nello struggente finale, interpretato magistralmente da Corona Paone, ci ricorda del potere vivifico e creativo delle emozioni.

SERATA CONTEMPORANEA
Nuova produzione per il Teatro San Carlo
fino al 17 novembre ore 20:30

nell’ambito del
FESTIVAL DELLA DANZA
28 ottobre-24 novembre 2010
a cura di Alessandra Panzavolta

Valentina De Simone