Brescia: scendono gli immigrati dalla gru

E’ avvenuto ieri, poco prima delle 21,00, ciò che l’intera città di Brescia si augurava accadesse. I 4 immigrati che dal 30 ottobre scorso erano saliti sulla gru del cantiere della metropolitina nel centro storico della città per protestare contro il mancato rilascio del permesso di soggiorno hanno deciso di scendere e di consegnarsi ai legali e ai mediatori linguistici che li hanno trasportati in Questura per procedere con l’identificazione.

Una pioggia battente ha accompagnato la discesa dei quattro stranieri diventati simbolo di una protesta extra-bresciana; una protesta che ha tentato di gettare luce su zone d’ombra preoccupanti, in cui si trascinano silenziose le esistenze di migliaia di immigrati costretti a lavorare a ritmi massacranti senza alcun riconoscimento previdenziale o sostegno assistenziale. La loro discesa è stata seguita da centinaia di persone che si sono ritrovate ai piedi della gru per applaudire e sostenere l’ultimo passaggio di  questa lunga e faticosa vertenza durata 16 giorni.

L’importante risultato è stato centrato grazie alle trattative curate dalla Cgil, Cisl e dalla Diocesi che hanno tentato in ogni modo di trovare un punto d’incontro tra le richieste degli stranieri e le posizioni delle istituzioni. Secondo quanto fin qui trapelato, i 4 immigrati potranno beneficiare di una tutela legale e contare sulla costituzione di un presidio permanente che permetterà loro di portare avanti le ragioni della loro protesta.

In pratica le richieste avanzate dagli immigrati non sarebbero state accolte e l’agognato permesso di soggiorno non sarebbe stato loro concesso, ma gli stranieri avrebbero ottenuto di non essere espulsi né trasferiti nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) e di poter continuare nella loro mobilitazione, sostenuti dai legali che fino a questo momento li hanno assistiti. Tra tutti, merita di essere menzionato Manlio Vicini (figlio dell’ex ct della Nazionale di calcio) che ha seguito tutti i passaggi della difficile trattativa, conquistandosi la fiducia dei 4 immigrati.

Di più: in molti sostengono che il risultato di ieri sera sia stato raggiunto grazie all’intervento dello stesso Vicini, che è stato in grado di spiegare ai ragazzi sulla gru che la loro richiesta di ottenere una sorta di “moratoria” per tutti i migranti che avevano presentato domanda alla sanatoria colf e badanti era da considerarsi irricevibile. Da qui la preghiera di porre fine alla loro sfiancante forma di protesta (che aveva acceso tensioni in tutta la città) per tentare di avviare una discussione più serena con gli interlocutori istituzionali. Preghiera raccolta dai 4 immigrati che alle 21 di ieri hanno rimesso piede sul territorio bresciano, abbandonando le “alture” della gru della protesta.

Maria Saporito