Caos totale nell’Idv: è scontro su Luigi De Magistris

sonia alfano

E’ bufera nell’Idv. In mezzo non ci sono né Bunga Bunga, né escort, né simili. A scuotere il partito fondato da Antonio Di Pietro è la questione della legalità.

A dare il via allo scontro è stato il rinvio a giudizio di Luigi De Magistris per omissione di atti d’ufficio davanti al tribunale di Salerno. Nel dettaglio, si tratta di omissione di indagini su una presunta collusione tra magistrati di Lecce e di Potenza: le ipotesi di reato vanno dall’associazione per delinquere all’estorsione al favoreggiamento di banche che applicano tassi usurari. Le indagini gli erano state assegnate e richieste dal Gip.

Il parlamentare dell’Idv, Antonio Borghesi, ha chiesto le dimissioni di De Magistris, perché così “prevede il codice etico del partito” e anche per una ragione di coerenza: “Per effetto dei tuoi attacchi un nostro ex parlamentare, Americo Porfidia, solo indagato e non come te rinviato a giudizio, e per fatti privati, è stato costretto ad autosospendersi dal partito passando al gruppo misto”.

A rispondere a Borghesi è l’europarlamentare, sempre dell’Idv, Sonia Alfano, che difende De Magistris. Durissime le parole della siciliana: “A leggere Borghesi che si preoccupa del danno di immagine che subirà l’Italia dei Valori da questa vicenda è troppo, lui che viene da un partito razzista, xenofobo e secessionista come la Lega Nord, che si è dichiarato favorevole al rilevamento delle impronte digitali dei nomadi rom, anche per i bambini. Chi è dunque – si chiede Sonia Alfano – il vero danno per l’immagine di Italia dei Valori, riconosciuto come partito aperto e tollerante delle minoranze, che si schiera in difesa dei diritti umani e della Costituzione italiana? Un partito, l’Idv, che gli ha ridato una verginità a cui mai avrebbe potuto aspirare dopo i suoi verdi trascorsi”.

Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, prova a fare ordine e si schiera anche lui apertamente con De Magistris: “Luigi è accusato per quello che ha fatto nella sua attività da magistrato, per spirito di vendetta e proprio noi, suoi compagni di partito, dobbiamo fare squadra e non possiamo andargli contro, magari per toglierci qualche sassolino dalla scarpa. Viene preso di mira per aver fatto una mega inchiesta, Why Not, senza produrre risultati. Ma non è assolutamente vero. I risultati non ci sono stati perché gli è stata tolta l’indagine prima che fosse conclusa“.

G. M.