Crisi, sfiducia e fiducia il 14 dicembre: Ma per Bossi “Governo fino a 27 marzo”

E’ durato un’ora l’incontro al Quirinale tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Gianfranco Fini e Renato Schifani. Al centro del dibattito l’approvazione della finanziaria, per la quale è necessario, nelle parole del Colle, “auspicare un accordo” tra le Camere. Attraverso una road map, tracciata dalle tre cariche dello Stato: sarà il 10 dicembre che verrà concluso l’esame della manovra. Tre giorni dopo, il premier si presenterà davanti alle Camere. Il voto definitivo, lo show down, il 14 dicembre: verranno discusse la mozione di sfiducia alla Camera, quella di fiducia al Senato, sebbene non simultaneamente: sarà Montecitorio a votare per ultima. E non è cosa di poco conto, nel giorno – peraltro – nel quale la consulta sarà chiamata a decidere sul legittimo impedimento.

Date che lasciano perplesso il segretario del Pd Pierluigi Bersani: “Il governo si è preso 15 giorni di troppo, traccheggiando ancora, facendo melina sui tempi della legge di stabilità”. “Il governo si è preso tempo, – gli fa eco Enrico Letta – molto tempo, anche troppo, ma credo che ad ogni modo sia importante questa logica di contestualità visto che avevamo presentato alla Camera la mozione”.

Si uniscono al coro Rutelli, di Alleanza per l’Italia, per il quale è necessario “accelerare tempi crisi”, e Antonio Di Pietro, secondo cui “un mese è pure troppo per il mercato, per la compravendita dei parlamentari. Per una compravendita di sei o sette parlamentari basta molto meno tempo. Ad Arcore, in una sola notte, succede di tutto”.

Intanto Umberto Bossi taglia corto: “Il governo durerà fino al 27 marzo”, spiega il Senatùr ad un giornalista che gli chiede se il federalismo rischia di non passare, dato che per tutta la giornata si è paventato elezioni in febbraio. Calderoli, però, rassicura: “Studiatevi la legge, così non fate queste domande a vuoto”.

v.m.