Stampa estera, anche il Newsweek “frusta” Berlusconi

Berlusconi e il problema delle donne. E’ questa la cover story del numero del 22 novembre del settimanale americano Newsweek, corredato dalla foto di due gambe femminili. Il ritratto vivido di una “cultura dell’harem che sta minando l’economia italiana e il suo stesso governo”. Quattro pagine di donne, scandali, televisione, incuria nei confronti dei beni culturali del Paese, addebitati ad un premier scondo il quale “l’eguaglianza di genere è una barzelletta“.

Ad aver attirato di più la stampa straniera, com’è noto, è il crollo della domus dei gladiatori di Pompei: “Il ministro in carica (Bondi, per la precisione, ndr), quando gli hanno chiesto se si sarebbe dimesso, ha risposto che non era responsabile. E’ così che funziona il governo in Italia. Nessuna responsabilità. Nessuna vergogna. Nessuna attenzione a un paese che si sbriciola”. Questa la forte critica contenuta in uno degli articoli del dossier del settimanale americano.

L’analisi, poi, passa al programma Mediaset Striscia la notizia: “Due uomini di mezz’età in piedi sotto i riflettori, uno fa penzolare da una cintura una treccia d’aglio dalla forma vagamente fallica. Una ragazza striscia sul pavimento, indosso ha un costume di paillette, la scollatura a V profondissima e un perizoma. Prende la treccia d’aglio in mano e se la strofina sul viso mentre l’altro conduttore – continua l’articolo – le dice ‘dai, girati, fammi dare un’occhiata’, e le tocca il sedere. Questo è il prime time in Italia. Una parata di temi pruriginosi, un’espressione del marciume evidente proprio ai vertici del governo, un riflesso del problema più profondo della società rispetto al ruolo delle donne. Una storia senza fine di modelle minorenni, escort a pagamento, ballerine del ventre marocchine che se la spassano con un 74enne presidente del Consiglio“.

Scandalo? Indignazione? Niente: secondo la testata americana “Proteste e lamentele sono rare, e se ci sono, pochi le ascoltano”. “Il 95% del mercato televisivo è sotto il suo controllo”, si legge, in riferimento a Berlusconi, e per questo “è difficile fare una stima di quanto gioco abbia la sua influenza nel modo in cui le donne sono viste e vedono loro stesse. E mentre altri Paesi europei promuovono attivamente l’uguaglianza di genere come un pilastro della prosperità nazionale, Berlusconi ha guidato la carica nella direzione opposta, relegando le donne con la creazione di un modo di vederle solo come oggetti sessuali”. Infine, ammonisce l’articolo, “non basterà cambiare canale”.

v.m.