Irlanda: pronti 100 miliardi di euro per la crisi

E’ di poche ore fa la notizia del Wall Street Journal dove si legge che i ministri europei delle Finanze avrebbero deciso un pacchetto di aiuti per l’Irlanda da 100 miliardi di euro.

La somma sarebbe assicurata, in misura equa, dal Fmi e dall’accoppiata UeGran Bretagna, mentre altri 50 miliardi di euro dovrebbero essere stanziati per salvare le banche nazionali.

Il giornale Usa dà un seguito alle dichiarazioni del pomeriggio del commissario europeo agli Affari economici e monetari Olly Rehn, il quale ha dichiarato pubblicamente che al vaglio dei ministri delle Finanze dell’Eurozona c’era un progetto concreto per dare sostegno alle banche irlandesi.

”La commissione Ue lavora di concerto con Bce e Fmi”, ha comunicato oggi Olly Rehn, con gli esperti che hanno pronosticato una cifra tra i 50 e gli 80 miliardi di euro da sottoporre all’approvazione dell’Irlanda, fino ad ora piuttosto restia ad usufruire del sostegno del fondo anti-crisi Ue.

Il primo ministro Brian Cowen, infatti, di fronte alla camera bassa del Parlamento, ha ribadito che il paese non vorrebbe usufruire di aiuti pubblici, aggiungendo:

dobbiamo trovare ulteriori iniziative all’interno della zona euro per affrontare questa questione e queste sono le discussioni in corso al momento e nelle quali è coinvolto oggi Brian Lenihan, ministro delle Finanze irlandese”.

La posizione di Cowen non è del tutto folle: per l’Irlanda l’aumento del costo del debito pubblico, con tassi a dieci anni tornati sopra l’8%, rappresenterebbe un deterioramento nel merito creditizio che, sebbene non presenti effetti pratici, poiché i fondi non obbligherebbero Dublino ad emettere titoli di Stato, non migliorerebbe certamente la ripresa economica.

L’esempio Grecia, dove in seguito agli aiuti l’economia non è comunque ripartita, e il rischio default del Portogallo fanno temere, anzi, un’ulteriore peggioramento dei Paesi maggiormente falcidiati dalla crisi e soccorsi dal fondo per gli aiuti, che rimarrebbero così “fuori dal giro” minando l’intera area monetaria dell’euro.

La manovra quadriennale da 15 miliardi di euro proposta dall’Irlanda, che presenta un rapporto deficit/pil al 32%, frutto della spesa pubblica per il salvataggio e la nazionalizzazione di gran parte delle banche, dovrebbe invece riportare il deficit entro il 3% nel 2014, ma è stata ritenuta fino ad ora insufficiente dal presidente della Bce Jean-Claude Trichet e non è ancora stata approvata dal Parlamento, nel frattempo spaccatosi sulle misure da intraprendere.

Intanto è la sola la Bce a sostenere il sistema bancario irlandese che, nei soli mesi di ottobre e novembre, ha già ricevuto 252 miliardi di euro, il doppio di quanto concesso alle banche spagnole e portoghesi messe assieme.

Marco Notari