Maroni vs Saviano: ha pregiudizi contro la Lega

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:51

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è furioso: il je accuse mandato in onda ieri sera dalla terza rete Rai durante la seconda puntata della trasmissione “Vieni via con me” gli ha fatto perdere la pazienza. Punta l’indice, il ministro, contro il monologo dello scrittore Roberto Saviano che ha tentato di raccontare al pubblico le dinamiche che regolamentano le organizzazioni criminali, partendo da una leggenda del ‘400 che scomoda tre cavalieri dai nomi suggestivi: Osso, Mastrosso e Carcagnosso, indicati come i fondatori delle mafie.

E’ l’esordio di un lungo excursus nel corso del quale l’autore di “Gomorra” ha tentato di spiegare come la forza della criminalità si regga sulla codificazione e sulla definizione di regole eterne e immutabili. Non solo: nel suo intervento, Saviano non dimentica di sottolineare come le storie da lui raccontate siano da considerarsi tutt’altre che lontane e riguardino, anzi, da vicino i territori del Nord, irrimediabilmente “imbrattati” da presenze ingombranti. Più che al Sud.

Quindi l’attacco frontale: “La ‘ndrangheta al Nord – ha tuonato Saviano – interloquisce con la Lega”. Un’affermazione che ha fatto saltare sulla sedia il ministro Maroni il quale ha oggi esternato l’intenzione di replicare alle accuse mosse pubblicamente dallo scrittore per sbugiardare quanto sostenuto ieri sera in diretta tv.

“Come ministro e ancora di più come leghista – ha commentato il responsabile dell’Interno – mi sento offeso e indignato dalle parole infamanti di Roberto Saviano, animate da un evidente pregiudizio contro la Lega. Ho chiesto al Cda della Rai il diritto di replica, vorrei un faccia a faccia con lui per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi”.

“Chiedo risposta – ha continuato Maroni – anche a nome dei milioni di leghisti che si sono sentiti indignati dalle insinuazioni gravissime di Saviano e quindi auspico che mi venga concesso lo stesso palcoscenico per replicare ad accuse così infamanti che devono essere smentite. Chi ha sentito ieri sera Saviano parlare senza contraddittorio – ha insistito il ministro del Carroccio – potrebbe essere indotto a pensare che in quelle parole c’è qualcosa di vero e siccome non è così voglio poter replicare a quelle stupidaggini”.

Una richiesta che il ministro dell’Interno considera più che legittima, in virtù (anche) degli attestati di stima che lo scrittore gli ha più volte tributato: “Saviano – ha continuato Maroni – mi ha definito uno tra i migliori ministri nella lotta alla mafia e ora vorrei che ripetesse le accuse di ieri guardandomi negli occhi: è facile lanciare il sasso senza il contraddittorio”.

“Se l’invito della Rai non arriverà – ha infine osservato il titolare del Viminale – sarà dimostrata a tutti che quella è una trasmissione contro la Lega e che la democrazia è un optional. Chiunque ha diritto di replicare, altrimenti vuol dire che siamo tornati al tribunale della Santa Inquisizione. Non credo che alla Rai si sia arrivati a questo punto, ma – ha concluso il leghista – non mi stupirei di nulla. Attendo risposta”.

Maria Saporito

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