Primarie a Bologna: Segrè abbandona il Pd

Dopo lo schock di Milano, a Bologna, dove Giuliano Pisapia candidato di Sinistra e libertà ha battutto il favorito Boeri, il Partito Democratico corre ai ripari cercando una soluzione unitaria. L’obiettivo è un accordo tra i due candidati Pd in campo, Virginio Merola e Andrea De Maria, in tempo per l’assemblea cittadina di stasera. Altrimenti, da Roma potrebbe arrivare un ordine drastico: azzerare gli attuali nomi in campo per il Pd e ricominciare da capo.

il preside di Agraria si sfila dalla corsa alle primarie e lo fa lasciando capire che il suo appoggio potrebbe ora andare ad Amelia Frascaroli, candidato civico appoggiato da Sel. In campo restano in due per il Pd: l’ex segretario del partito, Andrea De Maria e il presidente del consiglio provinciale, Virginio Merola. Con ogni probabilità però, dopo l’assemblea di oggi, un pezzo del partito potrebbe chiedere un clamoroso time out invitando il segretario del Pd, Raffaele Donini, a esplorare una soluzione terza tra le ipotesi in campo, un disegno che potrebbe spianare la strada nuovamente al vicepresidente della Provincia, Giacomo Venturi.

Segrè ha detto di aver rinunciato dopo aver toccato con mano un clima di sospetti e di poca serenità: “Non aspettavo l’appoggio del Pd, e non avevo paura di correre contro altri. Ma ho sentito che il clima non era buono, e che un’altra candidatura avrebbe solo aumentato la confusione”.

Durante l’incontro con la stampa Segré ha ripercorso le tappe della sua quasi candidatura: “Parte del Pd, Sel e Idv mi contattarono già a febbraio dopo le dimissioni di Delbono”. Un’offerta che gli fu ripetuta anche dopo il ritiro di Maurizio Cevenini, ma per Segré “i tempi per ricucire la frattura che c’é a Bologna tra politica e società civile non sono maturi. Un’unità in più in campo alle primarie non sarebbe stata utile”.

Stefano Bernardi