Sampdoria, Garrone: “200 milioni e vendo la Sampdoria”

L’avevo presa solo per rimediare a un tradimento” è questa la dichiarazione clou della giornata da parte del presidente della Sampdoria, che dopo il caso Cassano è a ruota libera con le dichiarazioni.

Aveva iniziato quest’estate Riccardo Garrone rispondendo a tutti i tifosi che contestarono la campagna acquisti, basatasi esclusivamente su Curci: con un milione di euro in tasca avrebbe accettato chiunque nel consiglio di amministrazione e avrebbe fatto fare la campagna acquisti ai tifosi. Inutile dire che la provocazione non venne presa con piacere da parte dei sostenitori doriani. Ora il presidente però si lascia andare ad una serie di spiacevoli dichiarazioni che già hanno creato malumore e un incupidirsi dell’ambiente doriano.

Garrone aveva rilevato la Sampdoria nel 2002, quando sull’orlo del fallimento fece da intermediario per un importante imprenditore, rimasto fatiscente e che ritirò l’offerta all’ultimo minuto: questo costrinse il presidente dell’ERG a rimediare e acquistare la società, risollevandola dal fallimento. In otto anni numerose soddisfazioni sono arrivate ma che il presidente non avesse mai avuto un certo feeling con la società e con la squadra si poteva immaginare: voleva una squadra di calcio a Genova, non necessariamente la Sampdoria. “Se trovo qualcuno che mi offre 200 milioni vado a caccia e mi diverto di più: con 200 milioni vendo la Sampdoria, la cedo subito”.

“Incontro i tifosi del Genoa per strada: mi dicono di andare avanti”. Questa la seconda dichiarazione di Garrone che lascia leggermente interdetti i tifosi doriani: è inevitabile che gli acerrimi rivali di sempre non vedano l’ora che Cassano sia fuori squadra per un impoverimento tecnico dell’organico avversario. Chiude poi con delle dichiarazioni su Cassano e su quanto sta accadendo dichiarando di non voler tornare indietro e sperando che la faccenda si risolva quanto prima per vedere il giocatore in un’altra squadra. La frattura oramai è insanabile.

Mario Petillo