Sarah Scazzi: lo zio, “Sabrina preoccupata solo davanti telecamere”


Durante la confessione del 5 novembre scorso, Michele Misseri aveva indicato in Sabrina, sua figlia, l’unica responsabile dell’omicidio di Sarah Scazzi.

Dai verbali pubblicati emerge una inquietante sicurezza che Sabrina nutriva: quella di non essere scoperta, e, soprattutto, la ventiduenne era certa che il padre non avrebbe proferito parola sull’accaduto.

La sua proverbiale spavalderia mostrata in tv, quando per i 50 giorni precedenti al suo arresto aveva rilasciato interviste e appelli ai fantomatici rapitori di Sarah, sono spiegate da Misseri proprio in base alla certezza che nulla avrebbe potuto tradire il piano. La cugina di Sarah si mostrava indifferente nelle ricerche, e, stando alle parole di Misseri, affermava e mostrava il suo coinvolgimento solo alla presenza delle telecamere. I due non hanno mai parlato esplicitamente del delitto.

Misseri: “Non ci siamo parlati perché io già c’avevo il nervosismo mio di quello che aveva fatto”.
Avvocato Galoppa: “Non l’hai rimproverata di quello che ha fatto?”.
Misseri: “Lei, perché io mi avevo chiuso già, pure che volevo parlare con qualcuno, difatti venne mio fratello quella sera, che mi portò roba di verdura e nemmeno ci uscivi, perchè se uscivo piangevo allora me ne sono andato dietro e basta, io i programmi della televisione, non li potevo vedere, quando loro vedevano i telegiornali, io me ne andavo agli altri programmi, perché io mi sentivo male”.

Pm: “Senti, quando qualcuno dopo la scomparsa di Sarah, no, si avvicinava a parlare con te,
davanti casa o a casa del fatto della scomparsa di Sarah, Sabrina, interveniva spesso in questo discorso?”
Misseri: “No, spariva”
Pm: “Spariva? O interveniva per..”.
Misseri: “Interveniva quando c’erano i giornalisti per farsi credere”.
Pm Argentino: “Mi spieghi una cosa , Sabrina, durante i giorni della sparizione di Sarah, insisteva sempre anche con gli investigatori, lei si ricorderà anche con quell’assistente della polizia di stato, insisteva sempre nell’indicare sempre piste alternative, gente di San Pancrazio, addirittura esternava sospetti su Giacomo Scazzi: di questo fatto l’avevate concordato insieme?”.
Misseri: “No”.
Pm Argentino: “Di indicare false piste?”.
Misseri: “Io dicevo sempre dentro a me, dentro me, non lo dicevo, mia moglie diceva la pista di San Pancrazio, io ho detto: No, Mimì, la pista non ci sta né a San Pancrazio né a Torricella, la pista sta ad Avetrana, quasi volevo dire io sono andato a portarla nel pozzo”.

Carmine Della Pia