Vendola: “Nessuna alleanza con Fini”

All’indomani della vittoria di Giuliano Pisapia alle primarie per il centrosinistra di Milano, il governatore della Puglia Nichi Vendola, ospite di Arnold Schwarzenegger in California, parla del suo progetto politico e delle alleanze attraverso cui renderlo concreto. “Io l’ho già fatto – dichiara in un’intervista a ‘Repubblica’ – ho già aperto all’alleanza al centro, a chi ci sta a lavorare sui contenuti. Ma nessuna cooptazione del campo avverso. Sarebbe ingeneroso per prima cosa nei confronti di Gianfranco Fini“.

“Fini cerca una fuoriuscita da Berlusconi ma per fondare una destra europea laica e moderna. Il segnale che ci arriva da Milano – spiega Vendola – è opposto: è la richiesta di rimettere in campo finalmente la sinistra”.

Forse neppure il leader di ‘Sinistra Ecologia e Libertà’ si aspettava un simile successo di Pisapia. “È stata una gara bellissima, tutte candidature importanti, sono contentissimo anche per Valerio Onida. Non conoscevo la città – ammette il governatore pugliese – ma Milano è stata splendida, ha ritrovato la coesione di un paesone, sì, un bellissimo paesone. Giuliano Pisapia ha saputo riassumere quest’anima trasversale alle classi, l’avvocato di trincea che diventa avvocato di tutti, l’impegno privato che diventa pubblico, civile”.

Per Vendola, ciò rappresenta “un segnale in primo luogo per il centrosinistra. Le primarie si confermano un passo importante, guardiamo al dato quantitativo, la voglia di partecipazione malgrado i seggi limitati, quasi tutti all’aperto, in una giornata per giunta piovosa. Settantamila elettori che si mettono in fila – dice il numero uno di Sel – sono una bellissima notizia in tempi di pieno rifiuto della politica, di rigetto di questo spettacolo”.

Vendola spiega la sua ricetta: “Io dico: partiamo dalla crisi, partiamo dai problemi, partiamo dai ghetti, dalle periferie, dai centri sociali. Ripartiamo dai programmi. Lasciamo scegliere la gente“.

Per il governatore della Puglia, il risultato di Milano “dice che il Nord è anche questo, anzi è proprio il Nord a chiedere a voce alta di allargare la platea degli attori fondamentali, mettere in campo risorse nuove, giocare la partita con candidati outsider”.

L’allargamento dell’alleanza non si può, però, spingere oltre un limite ragionevole: “Io non ci sto a ragionare seguendo schemi che sembrano furbi e sono soltanto politicisti. Come si fa a non distinguere ciò che è destra da ciò che è sinistra?”, si chiede l’ex di Rifondazione.


Sono quindici anni che la sinistra perde perché ha rinunciato alla propria parte. Rimettiamo in campo la sinistra e poi alleiamoci sui contenuti – aggiunge Vendola – C’è una generazione da ricostruire, un paese dove bastano 12 ore di pioggia per affondare”.

Raffaele Emiliano