Crisi o non crisi, cos’accadrà il 14 dicembre?

Politici, fantapolitici, opinionisti, giornali, telegiornali, giornalisti, tutti ad interrogarsi su cosa avverrà quel fatidico 14 dicembre.
Fiducia, non fiducia, alleanze, senatori a vita, crisi, non crisi, marzo, dicembre, chi più ne ha più ne metta.

Il giorno è stato scelto dai presidenti di Camera e Senato e dal presidente della Repubblica Napolitano, il 14 dicembre, giorno in cui la Consulta si pronuncerà sul legittimo impedimento che potrebbe rimettere in cammino i processi del premier.

Ma prima c’è la manovra finanziaria, quella non può essere rimandata, lo hanno detto tutti, maggioranza, opposizione e Capo dello Stato, si voterà quindi il 10 dicembre.

Sulla data attacca Bersani, “il governo si è preso 15 giorni di troppo, traccheggiando ancora, facendo melina sui tempi della legge di stabilità“.

Il governo si è preso tempo, ricorda Enrico Letta, molto tempo, anche troppo, ma credo che ad ogni modo sia importante questa logica di contestualità visto che avevamo presentato alla Camera la mozione”.Anche l’Api con Francesco Rutelli lancia appello ad “accelerare tempi crisi“. Antonio Di Pietro attacca: “Un mese è pure troppo per il mercato, per la compravendita dei parlamentari. Per una compravendita di sei o sette parlamentari basta molto meno tempo… Ad Arcore, in una sola notte, succede di tutto“.

Bossi tiene a precisare che il Governo durerà fino a marzo, mese in cui scatterà il pensionamento per deputati e senatori, una pensione a vita di migliaia di euro al mese.

Molto contrario al voto anticipato “in questo contesto di crisi” il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, il più inseguito da maggioranza e opposizione, “tutti coloro che hanno a cuore l’interesse nazionale del paese facciano un passo indietro”.
Abbiamo l’Irlanda ed il Portogallo che rischiano di fare la fine della Grecia. Noi siamo dietro l’angolo. Le elezioni sono un ricatto che impediscono di trovare una soluzione nell’interesse del paese“.

E’ difficile riuscire a prevedere cosa accadrà il 14 dicembre dalle parole dei leader dei partiti. Ovviamente Pdl e Lega voteranno la fiducia, Pd e Idv voteranno la sfiducia, resta da vedere come si schiererà il grande centro, Api, Udc, Mpa ma soprattutto Fli, il vero ago della bilancia, che tiene sotto scacco il governo anche se non ne fa più parte.
La fiducia al Senato sembra scontata, bisogna solo convincere i senatori del Pdl che ancora devono maturare la pensione. Alla Camera il discorso si fa più serio visto che gli avvocati del premier saranno presenti in Consulta e non potranno partecipare al voto.

Matteo Oliviero