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De Laurentiis: funerali in rosso e “risatine” per la gaffe di Schwarzenegger

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Il 15 novembre si è tenuto il funerale di Dino De Laurentiis, nella Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli a Los Angeles. La moglie Martha vestita con un tubino rosso e insieme a lei le figlie del grande produttore italiano, Veronica, Raffaella, Francesca, Carolyna e Dina, il nipote Aurelio, che ha raccolto qui in Italia il testimone dello zio, hanno chiesto espressamente agli ospiti di indossare abiti, o almeno un capo, di colore rosso.  Monsignor Kevin Kostelnik, riferendosi alla vita del compianto ha detto che il colore “rosso” è il simbolo dell’amore e della forza, elementi protagonisti della vita di Dino.

Molti gli attori e i volti noti presenti alla cerimonia e alcuni di loro hanno voluto ricordare l’amico scomparso con discorsi commoventi, narrando esperienze di vita e di lavoro vissute insieme. Il discorso, sicuramente, più “toccante” è stato quello che ha fatto Arnold Schwarzenegger, governatore della California, con fare sognante ha detto: “Un grande amico, un grande uomo, un maestro. La prima volta che lo incontrai gli chiesi quale fosse il segreto del suo successo e, lui, con il suo accento italiano, mi rispose che tutto stava nell’avere “cuore e coglioni”. Resosi conto della gaffe, il governatore ha chiesto immediatamente scusa ai presenti e, in particolar modo, ai religiosi.

La cerimonia funebre si è conclusa sulle note della celebre “O’ sole mio”, canzone napoletana come lo era il produttore. Schwarzenegger ha ricordato, anche, che è stato De Laurentiis a dargli la sua prima grande occasione come attore di “Conan il barbaro”.

Tra gli amici di Dino c’erano Gabriele Muccino con la fidanzata Angelica Russo, Sam Raimi, Baz Luhrman e David Lynch che per De Laurentiis ha diretto lo sfortunato Dune e l’inquietante mystery Velluto Blu,  i quali, come  Arnold, hanno fatto un discorso.

Dino De Laurentis, è nato in Italia ma è sempre vissuto in California, ha vinto un Oscar con il film del grande Federico Fellini “La strada” e ha prodotto alcuni tra i film cult americani come “Serpico”, “Barbarella” e nel 1976, il remake di “King Kong”.

Cosmo de La Fuente

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