Fiat: nuova Cassa integrazione per Mirafiori

Nuova cassa integrazione alle carrozzerie di Mirafiori tra dicembre e gennaio.

Oggi l’azienda ha comunicato ai sindacati il nuovo provvedimento che coinvolgerà i dipendenti di Mirafiori proprio nel periodo in cui dovrebbe esserci il tanto agognato incontro tra le parti per il futuro dello stabilimento.

Nello specifico, gli operai addetti della Multipla saranno fermi dal 13 dicembre al 10 gennaio, quelli di Musa, Idea e Punto dal 20 dicembre al 10 gennaio e quelli della MiTo dal 22 dicembre al 10 gennaio.

La cassa integrazione annunciata stamane peri Mirafiori interesserà anche gli addetti delle presse ,che si fermeranno dal 6 di dicembre al 10 di gennaio.

Per  il segretario provinciale della Fiom, Federico Bellomoquesto nuovo annuncio di cassa conferma che i lavoratori della Fiat di Mirafiori nelle prossime settimane trascorreranno più tempo a casa che al lavoro. Anche per questo occorre che Fiat risponda quanto prima alle richieste di incontro per discutere delle prospettive dello stabilimento torinese nell’ambito del progetto Fabbrica Italia. A oggi, infatti,nonostante annunci e dichiarazioni, ancora non ci è pervenuta alcuna data“.

Si conferma che i lavoratori alternano una, massimo due, settimane di lavoro e tre di cassa. Inoltre, il fatto che tutti i lavoratori delle Carrozzerie saranno in azienda solo dal 6 al 12 dicembre, rende urgente che la Fiat risponda alla nostra richiesta di incontro”.

 “Come abbiamo detto anche nel corso delle assemblee, è bene che un’eventuale trattativa avvenga a fabbrica aperta. Purtroppo, al momento, nonostante la nostra richiesta, non sono previste convocazioni da parte dell’azienda”.

Alle Carrozzerie si avvicina la fine delle 52 settimane di cassa integrazione ordinaria, lo stesso vale per le Presse”, ha aggiunto Vincenzo Aragona della Fismic, per il quale “è evidente che i lavoratori non possono più andare avanti con 800 euro al mese, quindi chiediamo alla Fiat di avviare al più presto il confronto in modo da applicare tutti i punti previsti dal piano Fabbrica Italia».

La miglior risposta a questa ondata di cassa è un accordo che permetta di assegnare i modelli allo stabilimento torinese”, il commento di Claudio Chiarle della Fim,  “dobbiamo definire le condizioni per il futuro senza mettere limiti di tempo. Se non si farà l’accordo entro l’anno non accadrà nulla di grave; l’importante è farlo bene”.

Anche per Francesco Citraro della Ugl urge accelerare gli incontri con la società: ”ribadiamo, ora con maggior forza, l’urgenza di un tavolo con la Fiat sul futuro dello stabilimento. Le nostre preoccupazioni sulle prospettive sono state confermate. Adesso è fondamentale che l’azienda fornisca chiarimenti sulle nuove produzioni per placare le crescenti incertezze dei lavoratori”.

Marco Notari