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Granata: sfiduceremo Berlusconi. Riparte il walzer delle alleanze

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Se fino a ieri si parlava ancora dei finiani come un terreno di caccia per Silvio Berlusconi, a tacere le voci giornalistiche è stato questa mattina Fabio Granata: “Certo che voteremo la sfiducia. Non c’è alcun dubbio su questo”. “Sulle dinamiche successive alla sfiducia”, prosegue il finiano nell’intervista al sito affaritaliani.it, non ci sono certezze. Ma almeno Fli ha le idee chiare su come arrivare all’appuntamento del 14 dicembre, quando Camera e Senato decideranno rispettivamente se sfiduciare o non rinnovare la fiducia al governo in carica.

Incerte anche le alleanze in vista delle prossime elezioni, anche se la via del terzo polo con Api, Udc ed Mpa sembra essere attualmente l’ipotesi più concreta. Ma “se si votasse con questa legge – prosegue Granata – non è esclusa neanche un’alleanza più ampia che comprenda altri settori del Parlamento… intendo anche il Partito democratico”. Insomma, anche in una parte del centro destra non si nega l’ipotesi di larghe alleanze per scongiurare ad ogni costo l’ipotesi di un nuovo governo Berlusconi. Pensiero sul quale concorda anche Massimo Donadi: “Se la situazione precipita e l’aggressione di Berlusconi alla democrazia si aggrava la costituzione di un Comitato di Liberazione Nazionale sarebbe la risposta più adeguata”. E il capogruppo Idv alla Camera non esclude nemmeno un’alleanza con Fli “se ci fosse una situazione di evidente emergenza costituzionale”.

Un clima sempre più convulso (nel quale si rincorrono analisi oculate e tatticismi estremi) che però un dato certo ce l’ha: come in situazioni di emergenza la Protezione civile interviene in deroga ad ogni legge, così la politica sta cercando di derogare alle tradizionali divisioni per venire a capo di questa emergenza istituzionale. Due giorni fa, dalle colonne di Repubblica, Rosy Bindi si esprimeva a proposito di alleanze: “Gli elettori democratici capirebbero. Un’alleanza con Fini e Casini sarebbe in nome della Costituzione per battere la degenerazione politica a cui ci ha condotti Berlusconi”. Ipotesi non affatto condivisa da Vendola, con Di Pietro a rilanciare: “Col Pd alleato con Udc e Fli non si esce dalla crisi. I centristi e Futuro e Libertà sono complici di chi sta uccidendo l’Italia”. Nulla di certo, quindi, neanche nel centrosinistra, il quale dà già l’impressione di non aver dimenticato i suoi errori passati. Dalle larghe intese alla vocazione maggioritaria per tornare ad alleanze trasversali mascherate da salvagente per un Paese ormai sull’orlo di una crisi di nervi.

In questo walzer di ammiccamenti, respinte e proposte di accordi, forse l’errore che tutte le opposizioni commettono è duplice: sopravvalutare l’efficacia (e la tenuta) di questo tipo di alleanze, ma soprattutto sottovalutare il potere del berlusconismo, che non è affatto ai suoi ultimi giorni. E questo pericolo Barbara Spinelli, su Repubblica di oggi, lo spiega così: “Non siamo all’epilogo dei Pagliacci, e non basta un feeling per spodestare chi è sul trono non grazie a sentimenti ma a una macchina di guerra ben oleata”.

Cristiano Marti

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