Haiti: 1000 i morti per il colera, accuse all’ONU

Port-au-Prince, 17 novembre. La capitale di Haiti, già stremata dal terremoto di inizio anno è da giorni assediata anche da una grave epidemia di colera. Sono ormai saliti a 1000 i morti a causa della malattia, 300 in più, rispetto ai 700 di settimana scorsa.

Un bilancio in rapida crescita che fa temere il peggio, vale a dire l’incontrollabilità della  pestilenza. 1034 infatti sono “solo” i morti, un’espressione bruttissima ma che purtroppo rende l’idea. In realtà, la gran parte della nazione è contagiata dalla malattia, quest’ultima capace di terminare una vita nel giro di un sol giorno.

Sono 17000 circa le persone attualmente sotto trattamento. Lo slum di Citè Soleil, alla periferia di Port-au-Prince è considerato l’epicentro dell’epidemia. Lo slum è  tecnicamente (semplificando) un’area densamente popolata e caratterizzata da risorse e abitazioni inadeguate, in cui quindi è  facile che una malattia infettiva si diffonda velocemente.

Il problema però è più complesso ed è anche politico, oltre che sanitario. La popolazione accusa l’ONU, precisamente alcuni caschi blu presenti sul territorio, con i quali ieri diversi manifestanti hanno ingaggiato uno scontro armato. Un ragazzo di 20 anni ha perso la vita, i morti però sono stati almeno due.

Il presidente Renè Preval, cerca di mettere ordine, o perlomeno un po’ di pace, forse solo apparente. “Spari, lanci di bottiglie e barricate di copertoni in fiamme non ci aiuteranno a sradicare i batteri del colera – ha spiegato – al contrario, tutto cio’ impedira’ ai piu’ deboli di ricevere cure e medicine”.

La responsabilità dell’ONU sarebbe però pesantissima; proprio i caschi blu infatti sono stati accusati di essere i responsabili della comparsa del colera ad Haiti. Secondo gli haitiani, sarebbero stati alcuni soldati nepalesi a portare la malattia nella loro nazione. Da qui gli scontri. A questo proposito sia le truppe coinvolte hanno smentito una tale ipotesi. Le Nazioni Unite hanno anche spiegato di aver effettuato dei test appositi a riguardo. La rabbia della popolazione però resta, come rimane gravissima l’emergenza umanitaria, addirittura a prescindere dal colera.

L’organizzazione Medici senza frontiere, a questo proposito, ha ammesso (e non è certo colpa sua) che la situazione peggiorerà ancora, prima di migliorare. La Croce Rossa Internazionale descrive Haiti, come una “latrina a cielo aperto”, dove mancano le più elementari condizioni igieniche. Un “terreno” simile è puretroppo quanto di più fertile il colera possa trovare sulla sua strada.

A.S.

( foto ap)