La dieta mediterranea diviene patrimonio dell’umanità

Se ne  parlava da tempo, e da tempo in molti si erano impegnati affinché il sogno divenisse realtà. Bene, adesso è realtà. Finalmente l’Unesco ha proclamato la dieta mediterranea ‘patrimonio culturale immateriale dell’umanità’. Per la soddisfazione di chi, in tutti questi anni, aveva spinto in questa direzione.

Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, racconta che la notizia gli è pervenuta attraverso la delegazione che aveva mandato a Nairobi, in Kanya, città in cui si stava svolgendo la discussione del Comitato intergovernativo della Convenzione sul Patrimonio immateriale dell’Unesco. “Questo successo mi riempie d’orgoglio”, confessa tramite una nota, “e rappresenta un traguardo storico per la nostra tradizione alimentare e per la cultura dell’intero Paese”.

Il Ministero inoltre racconta che il Comitato, dopo aver accolto la candidatura della Dieta Mediterranea, ne ha approvato – all’unanimità – l’iscrizione nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Lo stesso riconoscimento è stato assegnato alla gastronomia francese.

Anche il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, esprime soddisfazione per il riconoscimento. “I meriti della dieta mediterranea e degli stili di vita ad essa associati”, dice, “sono soprattutto dei nostri agricoltori, che pertanto hanno il diritto di festeggiare il loro buon operato e nessuno può permettersi di negarglielo. Tantomeno chi istituzionalmente dovrebbe solo ringraziare per il lustro che la nostra gente dei campi dà al Paese.”

Si stima che i prodotti della dieta mediterranea confezionati in Italia abbiano un valore che si aggira attorno ai 200 miliardi euro. Sarebbe questa, infatti, la cifra che italiani e stranieri spendono mediamente nel mondo, in un anno, per comperare olio, vino, pasta, conserve di pomodoro, frutta e verdura.

Gianluca Bartalucci

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