Maroni corteggiato da Vespa, Mentana e Annunziata

Cosa succederà al ministro Roberto Maroni e alla sua incontenibile voglia di replicare alle parole scandite lunedì scorso da Roberto Saviano? La faccenda è più che nota: nella seconda (seguitissima) puntata di “Vieni via con me“, lo scrittore ha scelto di trattare un argomento quanto mai insidioso, quello delle organizzazioni criminali, spiegando al pubblico come esse si infiltrino nelle scelte che riguardano l’intera comunità anche grazie alla connivenza di politici e amministratori. Che al Nord – ha sottolineato Saviano – sono per lo più leghisti.

Il titolare del Viminale è andato in escandescenze e ha preteso di poter sbugiardare l’autore di “Gomorra” nello stesso studio televisivo in cui è stato sferrato il bruciante attacco. Da qui l’appello lanciato alla dirigenza Rai perché lo metta nelle condizioni di poter replicare a Saviano nel corso di un contradditorio serrato, da svolgersi nella stessa trasmissione del lunedì sera.

Una richiesta considerata irricevibile dalla Rai e da Loris Mazzetti, capostruttura di Rai3 e curatore di “Vieni via con me“, che ha chiuso alla possibilità di avere il ministro dell’Interno tra gli ospiti della terza puntata. Il direttore di Rai3, Paolo Ruffini, ha invece proposto a Maroni di inviare un video o uno scritto da diffondere durante la messa in onda di lunedì prossimo; una soluzione che lo stesso ministro ha definito “ridicola”.

Cosa succederà dunque? I beninformati riportano che a disposizione del titolare del Viminale si sarebbero messi almeno tre conduttori televisivi. Bruno Vespa, Lucia Annunziata ed Enrico Mentana avrebbe, infatti, contattato l’ufficio stampa del ministro per offrirgli la possibilità di intervenire nelle loro trasmissioni (rispettivamente “Porta a Porta“, “In mezz’ora” e “Tg La7“) per “cantarle” a Roberto Saviano.

Ma il ministro temporeggia, smanioso di sapere quale decisione prenderà il Cda Rai che oggi si riunirà per discutere anche dell’incidente Saviano-Maroni. “Qui non c’è il problema di smentire o querelare – avrebbe spiegato il leghista ai suoi – Io voglio spiegare che Saviano ha detto falsità e voglio farlo davanti a lui, voglio che mi risponda direttamente, che dimostri di sapere ribattere al fatto che ha preso un clamoroso abbaglio”.

Il ministro, insomma, vuole un faccia a faccia con lo scrittore; un confronto diretto capace di ristabilire le posizioni tra i due interlocutori e di rimarcare, agli occhi dei telespettatori, il ruolo di “tutore della giustizia” che lo stesso Maroni si è faticosamente costruito negli ultimi anni. Finché non gli sarà concesso di lavare l’onta in diretta tv, difficilmente il responsabile dell’Interno si darà pace.

Maria Saporito