Rai: Masi bocciato dal referendum Usigrai

E’ ormai bufera in Rai attorno a Mauro Masi. Il referendum indetto dall’Usigrai sull’operato del direttore generale si è infatti concluso con una secca bocciatura del manager di Viale Mazzini. L’esito del voto costituisce, di fatto, una vera e propria sfiducia a Masi da parte dell’Unione sindacale dei giornalisti Rai.

Non si è fatta attendere la reazione del direttore generale, che in una nota si dice vittima di un tentativo di intimidazione, che sarebbe alla base del referendum. ”Essendo una cosa priva di rilevanza formale e sostanziale – sostiene Masi – il voto Usigrai (associato alla consueta compagnia di giro) può essere solo o una manifestazione politica o un tentativo di intimorire. Obiettivo fallito in entrambi i casi”, sostiene il dg di Viale Mazzini, spiegando che ”il primo, perché non c’era certo bisogno di questo costoso evento per sapere come è schierata politicamente Usigrai e soprattutto nel secondo caso perché ci vuole ben altro e ben altri personaggi per provare solo ad intimorirmi. Anzi tutto ciò – rilancia Masi – non può che far rafforzare il mio impegno per una Rai autenticamente pluralista e con i conti in ordine e ciò anche per tutelare il lavoro e i posti di lavoro dei giornalisti dell’Azienda”.

Al direttore generale, sul quale negli ultimi tempi si sono riversate numerose critiche dovute alle sue scelte a dir poco filogovernative e ai ripetuti veti al programma ‘Vieni via con me’, giunge come prevedibile la solidarietà da parte del Pdl. Ed è il portavoce Daniele Capezzone a dichiarare: ”Esprimo la mia solidarietà a Masi. Dall’Usigrai sono venuti i ‘due minuti di odio’ di orwelliana memoria. Ma stavolta – spiega Capezzone – è un rito stanco, una caricatura, una ripetizione fiacca che non spaventa nessuno. Sono certo che la dirigenza Rai non si farà intimidire”.

Raffaele Emiliano