Feltri spara ancora dalla trincea, ora tocca a Saviano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:36

“Una firma contro Saviano che dà del mafioso al Nord”.
Se la doveva aspettare Saviano una mossa del genere. Spiegare gli intrecci tra mafia, imprenditori e politici, prima ancora del rapporto preoccupante della Dia, è peccato, ma quasi sempre ci si azzecca.Saviano doveva saperlo, la relazione mafia-politica-finanza, spaventa molte persone, tocca gli interessi di troppi, se ne parli male o se solo ne parli e basta, se ne deve andare.


Ciò ha alimentato le polemiche durissime soprattutto con il Ministro degli Interni.
Tutto questo, nel giorno in cui  la Direzione investigativa antimafia (Dia), lancia l’allarme sulle collusioni fra imprenditori e ‘ndrangheta in Lombardia. E in cui il Viminale mette a segno un gran colpo nella lotta alla criminalità organizzata: l’arresto di Antonio Iovine, superboss dei Casalesi latitante da 14 anni.

Non si sa se sia questa la ragione che ha spinto Il Giornale, della famiglia Berlusconi, ad iniziare a raccogliere le firme contro Saviano.
Sono fanfaronate, sensazioni che fanno guadagnare, non notizie”, hanno ribadito in redazione.

E hanno pienamente ragione, dopo il rapporto della Dia, le parole della Moratti, che ha chiesto di vigilare bene perché la mafia starebbe puntando all’Expo di Milano, dopo gli arresti che risalgono al luglio scorso, la presenza della Mafia a Milano, non è più una notizia, è solo un fatto, una certezza.

Lunedì sera alla trasmissione “Vieni via con me”, aveva spiegato che la criminalità organizzata cerca sempre l’appoggio politico, com’è sempre stato fin ora almeno, e aveva raccontato l’ascesa delle organizzazioni criminali accostando alcuni esponenti della Lega al fenomeno dell‘ndrangheta in Lombardia.

Il Giornale, che fino a poco fa si era occupato di Boffo, Fini, Marcegaglia, Mesiano, e chi più ne ha più ne metta, ricarica la pistola e spara ancora.
E’è il turno di Saviano.
Del resto Feltri è troppo impegnato a sguinzagliare i segugi in mezzo mondo per inseguire la casa di Montecarlo per accorgersi delle centinaia di arrsti tra Calabria e Lombardia, le decine di indagini, le foto che ritraggono esponenti politici con noti boss del malaffare milanese.
Non si possono avere gli occhi anche dietro la testa, è giusto.

E quindi sei belle facciate dedicate e Saviano, non un grazie alle forze dell’ordine che hanno eseguito l’arresto, non un grazie ai magistrati che hanno avviato le indagini su di lui, non un grazie ai giudizi che hanno firmato il suo arresto, il suo processo, la sua condanna. Sono queste le persone che hanno reso possibile la cattura del famoso boss.
Finchè un Ministro degli Interni non potrà firmare mandati d’arresto, eseguirli di persona, condannare un imputato in tre gradi di giudizio, sarà la magistratura che andrà ringraziata.

Ci auguriamo che Saviano continui a fornire informazioni che altri vogliono tacerci, non si fermerà, non si è fermato per le minacce di morte, figuriamoci se si fermerà per le sparate di Feltri.

Matteo Oliviero