Luca Argentero: “Il matrimonio è mediazione. Guai a distrarsi”

Luca Argentero si confessa a Gioia, oggi in edicola e parla del suo matrimonio. “Il matrimonio può essere considerato come un secondo lavoro” sostiene. “La convivenza con un’altra persona non è una cosa facile e, volente o nolente, devi modificarti per trovare dei punti d’incontro con il partner; una vera e propria mediazione che devi adottare in modo serio e consapevole”.

“Sono diventato molto più morbido e disposto ad ascoltare” ammette Luca riferendosi alla moglie Myriam Catania . “Lei è dotata di un intuito che io non possiedo perché sono un tipo molto razionale”.

Luca Argentero racconta di essere maturato grazie al cinema che gli ha offerto la possibilità di vivere molte vite e di non aver paura di nulla, come, ad esempio, baciare un uomo, cosa che ho fatto con Ozpetek o di saper incassare un pugno senza girare la testa nelle scene di lotta, quasi come una metafora della vita che ti mette in situazioni difficili da superare.

L’attore sostiene che sia giusto reinvestire i cachet nel cinema come fanno Raoul Bova e Nicola Vaporidis. Pochi giorni fa l’attore ha vestito i panni di un farmacista per una campagna pubblicitaria di una nota casa cosmetica. Ha firmato autografi e accolto le sue fan presso una farmacia di Roma concedendo sorrisi e autografi.

Argentero, che è nato a Torino nel 1978, si ì laureato in economia e commercio nel 2004, ha lavorato anche come barista, prima di diventare famoso, e dichiara di non essere per niente vanitoso, nonostante sia diventato un sex symbol per le donne.  Si dice comunque attratto dalla moda di Gucci.

Luca, in un’intervista rilasciata al settimanale A, si è detto rattristato del fatto che ci siano dei politici che debbano ricorrere a delle donne a pagamento. Per quanto riguarda la scuola, l’attore dice di star valutando l’idea di trasferirsi a Londra insieme alla famiglia perché il sistema scolastico italiano non offre nessun tipo di garanzia. Conclude Argentero: “Se oggi ci fosse un primo ministro donna sarei più contento. Sarebbe quasi un motivo per rinviare la fuga, provare a vedere se una donna può risollevare l’Italia, restituirle la speranza”.

 Cosmo de La Fuente