Saviano e Maroni: la pace dopo la polemica?

Ad “addolcire” il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sarà stata forse la cattura del super boss dei Casalesi, Antonio Iovine; una cattura che ha procurato al leghista enorme soddisfazione e la possibilità di “smerciare” l’arresto del camorrista come l’ennesimo colpo duro inferto alla criminalità organizzata e di gongolare attribuendosi buona parte del successo. Fatto sta che ieri sera il titolare del Viminale ha tentato di abbassare i toni della polemica animata con Roberto Saviano, proponendo a quest’ultimo di “deporre le armi“.

“Conosco Saviano e lo stimo – ha detto il responsabile dell’Interno, ospite ieri sera di “Matrix” su Canale5 – dovrebbe essere al mio fianco, non dovremmo litigare“. Una dichiarazione di pace, recapitata per allentare la tensione innescata lunedì scorso negli studi televisivi della trasmissione “Vieni via con me“, dove Roberto Saviano ha parlato senza filtri per denunciare la presenza capillare delle mafie al Nord, agevolata e garantita anche dalla politica. Lega compresa.

Ieri il Cda della Rai ha tentato di trovare la quadratura del cerchio sulla spinosa questione, ma i consiglieri non hanno raggiunto un accordo sul da farsi. Se in molti, infatti, sostengono che debba essere garantito al ministro il diritto di replica nei tempi e nei modi da lui richiesti (un contraddittorio con Roberto Saviano nella prossima puntata di “Vieni via con me”), altri tendono invece a credere che debba essere l’azienda a definire modalità e tempistiche della stessa replica e considerano la richiesta del leghista una “forzatura” inaccettabile. Una sorta di prepotenza politica.

Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ha convocato per oggi il direttore di Rai3, Paolo Ruffini, e il presidente della Rai, Paolo Garimberti per decidere sulla faccenda, mentre ieri sera Sergio Zavoli, presidente della commissione di Vigilanza Rai, è intervenuto sul tema, assicurando il diritto di replica al titolare del Viminale e aprendo alla possibilità di un contraddittorio con l’autore di “Gomorra“.

Le cose si mettono male, invece, per Loris Mazzetti, capostruttura di Rai3 e curatore del programma di Saviano e Fazio. Raggiunto ieri da da un avviso dell’ufficio del personale della Rai in cui si annuncia l’apertura di un’azione disciplinare nei suoi confronti, l’ex braccio destro di Enzo Biagi ha così commentato: “Pensavo fossero i complimenti per il successo del programma. E invece…”

Mazzetti era intervenuto in maniera muscolare nella querelle tra Roberto Saviano e Roberto Maroni: “Se il ministro Maroni ha qualcosa da dire e si è sentito offeso – aveva commentato a caldo – essendo un ministro ha la possibilità di parlare in tutti i programmi e in tutti i telegiornali, quindi si organizzi in qualche maniera. Noi stiamo facendo un programma culturale e quindi non credo che ci sarà la possibilità di replicare. Se noi abbiamo detto cose non vere, cose smentibili se lo abbiamo ingiuriato o offeso – aveva concluso – si rivolga direttamente alla magistratura“.

Maria Saporito