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Web 2.0 Summit e l’Internet delle ‘cose’

Si è conclusa ieri in California Web 2.0 Summit la settima conferenza sul Web che ha visto partecipare decine di Speaker Vip provenienti dalle diverse ‘casate‘ del mondo web, quali Zuckerberg (Facebook), Jim Balsillie (RIM), Carol Bartz (Yahoo), Jeff Weiner (LinkedIn), Robin Li (Badu), Marc Benioff (Salesforce.com), Wim Elfrink (Cisco), Reed Hastings (Netflix), Paul Maritz (Vmware) e moltissimi altri.

L’incontro si è svolto in America ma si poteva seguire live (e veramente live) direttamente dal portale e grazie ovviamente alle moderne tecnologie di comunicazione disponibili su web (anche questo tema parte dominante dell’evento).

Conduttori abitali John Battelle e Tim O’Reilly già molto conosciuti dal popolo della rete, il dibattito ha affrontato in modo assolutamente informale ed interattivo diversi ed importantissimi argomenti intervallati da interviste mirate con CEO e Presidenti delle diverse aziende esponenti del mondo web 2.0.

E’ molto difficile riassumere tutti i concetti, i fatti e le idee esplorate durante questi tre giorni. Più semplice è, in un certo senso, menzionare gli argomenti.

Si è parlato di:

Internet Trends: come sono cambiate le regole del mondo rispetto alla prima versione dell’evento del 2004?. Se  una volta tra i primi Internet Leaders c’era Ebay e le piattaforme aggregatrici ora c’è Apple e gli sviluppatori di applicazioni sul mobile;

Consumatori, cosa vogliono? Prodotti si ma, More Connected, More Affordable, Faster, Easier to use, Fun to use, Longer Battery life, Access Nearby Everything. Emerge quindi un consumatore sempre connesso non solo ad una rete di telecomunicazioni ma anche alle ‘cose‘ con il quale interagisce ogni giorno (un cancello, un ingresso, un computer, un televisore, un elettrodomestico);

Piattaforme abilitanti:  in cui i dati sono tornati ad essere il fulcro, non solo in termini tecnologici, ma diventano nuovamente come nel 2001 il mattone attorno al quale si costruiscono scenari, ‘stili di comportamento’ da studiare e mettere in correlazione con fatti e pattern che possano essere successivamente interpretati e trasformati in decisioni di prodotto e di marketing;

Noi, protagonisti: attraverso i blog, i social network, il self publishing;

Scuola e Tecnologie didattiche: purtroppo tanti sono gli esperimenti e progetti di successo americani e pochi quelli realizzati qui da noi in Italia;

Televisione e Video Advertising: da Google TV ad Apple TV ai videogiochi. La TV presente in tutte le case diventa un mezzo per fruire del mondo, rimanere connessi e giocare con nuove emozioni;

Location Based Services: luoghi che diventano strumento fondamentale di scambio e networking. Fare cose in un determinato posto è importante ed i territori riprendono il loro spazio e parlano attraverso le persone che connesse tra di loro, gli assegnano badges e significati;

Bellissima la presentazione di Cisco dal titolo ‘The Network is the Platform for transforming the World‘ in cui Wim Elfrink ha presentato il mondo che è tagliato fuori dalle connessioni e dalle comunicazioni, dove si fatica a trovare da bere e da mangiare e dove necessariamente essere connessi potrebbe fare la differenza. Ha distinto tra vecchi e nuovi bisogni affrontando la crescita della rete come un crescita progressiva anche di ‘civilizzazione’ ed urbanistica fino ad arrivare al famoso concetto di Internet delle cose.

L’internet delle cose traccia ogni cosa che si muove o un luogo che abbia un significato grazie al meccanismo dei codici RFID e QR code. In questo modo possiamo interagire con gli oggetti e sapere esattamente dove sono e come si muovono su un territorio.

Ha ragione comunque O’Reilly quando all’inizio della conferenza parla di un mondo digitale sempre più competitivo in cui si stanno aggregando grandi player economici ed industriali oltre che brand ‘divoratutto’.

Ogni mossa porta con se una decisione: competere o cooperare.

Ci auguriamo tutti per il bene del web che la scelta sia cooperare.

Natascia Edera