Saviano e Maroni: il problema di interloquire con la Lega

Milano 19, novembre. Roberto Saviano, lunedì scorso, nel suo lungo monologo alla trasmissione “Vieni via con me” ha sentenziato che la criminalità organizzata c’è anche al Nord. Il Ministro dell’Interno Maroni è d’accordo; dice che la Lega praticamente dalla sua nascita ha denunciato questa situazione, s’infuria però, proprio quando sente lo scrittore parlare di n’drangheta in contatto con il  suo partito. Chiede una replica e ne nasce una nuova polemica. La trasmissione di Rai 3 sembra tergiversare, prima no, poi forse all’ultima puntata, intanto Maroni va a Matrix e Porta a Porta.

Ieri, in quest’ultima trasmissione, a riguardo è intervenuto anche Ignazio la Russa, Ministro della Difesa, il quale ha difeso Maroni  senza attaccare Saviano. “Per me ha sbagliato” ha detto sostanzialmente La Russa, intendendo l’aver sbagliato ad esprimersi dato che la parola “interloquire” presuppone almeno due persone. In sostanza, se il pensiero del Ministro (della Difesa) è stato ben compreso, quest’ultimo ha sostenuto che  Saviano non voleva accusare la Lega Nord di avere ( o aver avuto) rapporti con la criminalità organizzata, ma ha però utilizzato un verbo inadatto ad esprimere il suo pensiero.

Le testuali parole di Roberto Saviano sono state queste:  “Accade che l’organizzazione, come al sud, cerca il potere della politica e la ’ndrangheta , anche al nord cerca il potere della politica, cerca d’interloquire con il potere della politica,  e al nord interloquisce, come dimostra l’inchiesta, con la Lega”.

Secondo il vocabolario online della Treccani il termine “interloquire” significa: “Prender parte come interlocutore a un dialogo, a una discussione”, è la prima definizione riportata. Ce ne sono altre,  ma meno pertinenti alla situazione.

Saviano racconta un evento passato parlando al presente. Tutto il suo discorso è creato e pronunciato in “forma presente”, anche se il riferimento al fatto che il tutto sia già successo è chiaro; ascoltandolo, non è infatti possibile sbagliarsi. “L’accusa” nei suoi confronti di parlare di una realtà presente della Lega Nord che avrebbe contatti con la criminalità organizzata in questo senso cade. Lo stesso scrittore, nella parte di monologo contestata dal Ministro Maroni, specifica, anche sui fatti già avvenuti che sta raccontando, che il consigliere leghista ( carica che ai tempi pare non ricoprisse ancora, tra l’altro) coinvolto nell’inchiesta non è mai stato arrestato, e nemmeno indagato.

Il Ministro La Russa ha ragione: l’interloquire presuppone almeno due soggetti. Saviano dice “l’ndrangheta cerca il potere della politica, cerca d’interloquire con il potere della politica e al nord interloquisce (come dimostra l’inchiesta) con la Lega“.

Se si segue la definizione del termine data dal Treccani online , cioè “Prender parte come interlocutore a un dialogo(..)”, lo scrittore può aver detto due cose: 1) La ‘ndrangheta si è inserita in un dialogo preesistente, la Lega quindi stava già parlando con qualcuno, a titolo imprecisato. Plausibile? , come lo può essere tutto. Non si ha infatti alcuna notizia di rapporti precedenti tra il partito del Carroccio e soggetti sconosciuti, rapporti in cui la malavita calabrese si sarebbe appunto  inserita. 2) Il dialogo si è creato in quel momento. Due persone hanno iniziato a parlare. E’ pero sempre una che inizia, e l’altra che risponde. Qualunque cosa risponda, il dialogo, “l’interloquire” c’è stato.

Saviano specifica chiaramente, molto chiaramente  a onor del vero, che è la ‘ndrangheta che “cerca” il potere politico. Se la prima “interloquisce” con il secondo, è lei a creare il dialogo. Se il secondo pure rifiutasse immediatamente i contenuti del rapporto verbale, chiudendo immediatamente anche quest’ultimo, comunque avrebbe avuto un dialogo, avrebbe interloquito, pur suo malgrado.

In sostanza appare diverso dire: “n’drangheta e Lega interloquiscono” e “la ‘ndrangheta interloquisce con la Lega“. Nel primo caso si sosterrebbe chiaramente l’esistenza di rapporti tra il partito e la malavita; ma nessuno ha però detto questo. Nel secondo caso, contestualizzandolo, com’è d’obbligo fare per un ‘analisi corretta, nelle precedenti frasi pronunciate dallo scrittore ( “..cerca il potere politico”) , si evince chiaramente la volontà della ‘ndrangheta di arrivare ad avere rapporti con il potere politico. Ciò però non significa che ci sia riuscita, ma solamente, appunto, la messa in atto di un tentativo.

A.S.