Silvio Berlusconi: restauro del pene a Marte, è polemica


Il premier Silvio Berlusconi è di nuovo nell’occhio del ciclone, così come il ministro per la Cultura, Sandro Bondi. Aspramente contestata è, sotto ogni punto di vista, l’aggiunta che è stata applicata al gruppo marmoreo Marte e Venere, che troneggia nel cortile di Palazzo Chigi.

Il presidente del Consiglio ha ordinato che la dea avesse una mano, e che Marte disponesse di un pene.

Gli attacchi sono dovuti, in modo specifico, sia alle dubbie modalità con cui l’opera sarebbe stata ritoccata, sia al dispendio economico notevole, per i tagli che lo stesso Bondi ama annunciare nell’ultimo periodo. L’eccentrico ritocco a Marte e Venere è costato 70 mila euro.

Il ministro, comunque, si difende parlando di materiali reversibili usati per dare agli dèi qualcosa di cui erano sprovvisti, arrivando a citare la Carta del Restauro del 1972, sulla quale è possibile leggere del permesso di aggiungere “parti accessorie in funzione statica e reintegrazione di piccole parti storicamente accertate”.

È proprio l’ultimo punto a mettere il governo in una posizione scomoda: del complesso marmoreo non vi è alcuna testimonianza passata, né sottoforma di copia, né di foto.

Bondi, comunque, aggiunge alla traballante difesa un particolare, ovvero che le parti aggiunte sono mobili, removibili e, in ogni caso, possibili da staccare affinché le statue tornino come prima.

Quale migliore occasione fornita all’opposizione per parlare, nuovamente, di una classe governativa alla mercé dei capricci del padrone. Il Pd parte all’attacco per primo, e attraverso il deputato Manuela Ghizzoni, parla di “un ufficio ministeriale che si piega ai capricci e alle manie del premier”.

Anche gli addetti ai lavori si dicono contrari al ritocco. La restauratrice dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, Lidia Rissotto, afferma: “È un intervento che non si doveva fare in assenza di una documentazione attendibile, come un disegno o un’incisione dell’opera. E poi, se sono coinvolti elementi che danno espressione al corpo, mani, occhi o naso, è bene astenersi: il rischio è cambiarne l’espressività originaria”.

Carmine Della Pia