Arte.it: il nuovo motore di ricerca per l’arte

È attivo da oggi il nuovo motore di ricerca interamente dedicato all’arte. Arte.it è opera di una media company privata, NEXTA, e si fonda sulle due funzioni accostate di network e di motore di ricerca.

È soprattutto quest’ultimo aspetto ad essere particolarmente interessante. Benchè credo bisogna sperimentare e studiare le forme di gestione delle informazioni telematiche e che possano essercene di alternative, Arte.it è sicuramente un interessante tentativo di organizzare le informazioni e, quindi, di favorirne la fruibilità. Arte.it è il primo motore di ricerca semantico e tematico dedicato interamente all’arte, che vuole ripondere alla grandissima domanda di informazioni che il settore sollecita tra gli utenti della rete. Le ricerche di mercato di NEXTA hanno concluso che “sono circa 7,5 milioni ogni mese le ricerche online sul tema “ARTE” nei principali motori di ricerca, oltre 61 milioni sono i documenti indicizzati dai motori generalisti. Leonardo da Vinci è una parola chiave ricorrente con oltre 1,2 milioni di query al mese.”e, a seguire, “ Tiziano, Caravaggio, Botticelli con meno di 500 mila query mensili”.

Spiega Piero Muscarà di Nexta che, benché l’Italia possieda il più grande patrimonio artistico e culturale del mondo, l’informazione mediatica non è efficientemente organizzata: “su Internet il caos, l’imprecisione e la confusione regnano sovrani”.  Il sito, la cui grafica accattivante e oggettivamente piacevole è già godibile dagli internauti, intende innanzitutto sopperire a questa insufficienza, operando, attraverso un processo semantico valuti la rilevanza, un’organizzazione funzionale e una pulizia dell’informazione: “fare pulizia del “rumore” e dello “spam”, organizzare e classificare le fonti informative, condividere e mettere a sistema i risultati di ricerca”.

L’interazione della comunità virtuale e il suo coinvolgimento è una delle sfide che NEXTA vuole vincere: agli stessi utenti sembra sarà lasciata la possibilità di influenzare l’ipertesto attraverso una funzione di controllo (potranno esprimere un giudizio in termini di voto) e modifica (aprendo altri percorsi con la segnalazione di pagine web). Viene da sé che i promotori sperano che il sito possa attrarre enti museali, associazioni culturali, istituzioni pubbliche e private che ne sfruttino e moltiplichino i servizi.

Giulia Antonini