Fiat: “nessun tavolo del Governo perché l’azienda non è in crisi”

Dopo l’annuncio di un piano di investimenti in Italia per 20 miliardi di euro il governo ha annunciato che non convocherà alcun tavolo di trattative sulla Fiat.

A farsi carico della decisione è stato il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani, che ieri a Milano ha motivato così il diniego del governo verso la richiesta da parte della Cgil circa la necessità un tavolo tra le parti per fare luce sugli obiettivi della Fiat.

“Ho rifiutato un tavolo bilaterale perché non ho l’impressione che siamo di fronte ad una crisi ma penso che debba essere consentito all’azienda di intavolare una trattativa con il sindacato, con il governo che deve fare la sua parte nell’ambito delle sue competenze e che continuerà ad incontrare la Fiat e Marchionne”, la dichiarazione del ministro, che ha aggiunto:

“Se un gruppo che ha la testa in Italia dice che vuole investire 20 miliardi nel nostro Paese e più che raddoppiare la produzione di auto dobbiamo fare in modo che tutto questo accada. Il governo è presente. Se essere assente significa non rispondere positivamente alle richieste di uno dei sindacati…”.

Più che chiaro il riferimento alla richiesta avanzata nella stessa giornata di ieri dal nuovo segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

La Fiom ha prontamente ribadito l’intenzione di indire una giornata di sciopero di tutti i lavoratori Fiat entro gennaio se non ci saranno risposte convincenti.

“Marchionne deve chiarire quali sono le intenzioni di investimento della Fiat per lo stabilimento di Mirafiori” – il commento di oggi del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che stamane, dall’assemblea dell’Udc a Milano dove era ospite con Emma Marcegaglia, ha invocato una risposta “entro otto giorni”.

“Fiat ha detto che vuole investire venti miliardi in Italia, noi abbiamo chiesto in queste ore di aprire una discussione su Mirafiori, e da lì che si capiranno le intenzioni del gruppo; se dovesse produrre un’auto di fascia medio-alta o un’auto di lusso non può che farlo a Torino”.

“Noi vogliamo sapere immediatamente dalla Fiat cosa vuol fare in quel sito, e anche per gli altri siti, che cosa vuole investire”.

“Basta con il gioco delle banderillas sul dorso della Fiom che fa il gioco degli estremisti e non l’interesse dei lavoratori” – ha continuato Bonanni richiamando le polemiche dei giorni scorsi con la Cgil – “Se a Marchionne interessano gli investimenti, in un clima di corresponsabilità la Cisl è al fianco di questo disegno, ma Marchionne deve dare garanzie di trasparenza e serenità”.

“Abbiamo un contratto nazionale – ha chiuso il segretario Cisl – i chiarimenti sulla produttività vanno fatti in quell’ambito”.

Marco Notari