Il sesso fedele giova alla salute

Il sesso giova alla salute, soprattutto a quella degli uomini.

L’importante che la relazione non sia di natura conflittuale, tanto in termini di tradimenti, specie con un’amante abitudinaria, tanto in caso di rapporti di coppia traballanti.

A confermarlo due distinti studi scientifici condotti in Italia, uno a Roma e l’altro a Firenze.

Al Dipartimento di fisiopatologia medica dell’università La Sapienza, Roma, hanno infatti scoperti nuovi benefici che il testosterone, l’ormone sessuale maschile per eccellenza, ha sulla salute maschile, in quanto sembrerebbe in grado di ridurre la resistenza all’insulina da parte del corpo, gli stati infiammatori e la massa magra corporea.

Per tre mesi 45 uomini di mezz’età affetti da un calo della produzione di ormoni sessuali, noto come ipogonadismo, e da seri problemi di metabolismo sono stati oggetto di osservazioni da parte degli studiosi della Sapienza che hanno monitorato costantemente i loro livelli di insulina, la presenza di stati infiammatori (citochine) e la massa corporea prima di somministrargli testosterone.

Dopo aver provveduto alla somministrazione si sono registrati subito seri progressi dei loro stati, come conferma il direttore della ricerca Andrea Lenzi, presidente della Siams, la Società italiana di andrologia e medicina della sessualità.

“Somministrando testosterone al campione abbiamo scoperto che la capacità dell’insulina di fare entrare zuccheri nelle cellule aumenta in media del 25%, mentre le citochine diminuiscono del 20%, riducendo così gli stati pro-infiammatori. Inoltre, migliora la composizione della massa magra corporea a scapito della grassa. Questi fattori predispongono alla comparsa di patologie a carico del sistema cardiocircolatorio, al diabete e alle patologie cardiocircolatorie” – le sue spiegazioni.

L’altro studio, condotto all’Unità di andrologia del Dipartimento di fisiopatologia clinica dell’università di Firenze, confermerebbe che se più sesso implica più testosterone, questo a sua volta sollecita un miglior funzionamento del sistema cardiovascolare e un metabolismo più efficiente.

Ma per avere maggiore quantità di questo ormone occorre avere un rapporto sessuale di qualità.

Dallo studio condotto su 4000 uomini per valutare principalmente gli effetti della relazione di coppia sul rischio cardiovascolare sembrerebbe che chi tradisce costantemente la partner con un’amante abitudinaria magari farà anche più sesso, ma il rapporto conflittuale e basato su i sensi di colpa che tale situazione gli fa sorgere finisca per annullare i benefici che il sesso dovrebbe generare, anzi rischia di vivere situazioni di stress, tensione, aumento di peso, abuso di alcol e fumo che minano il proprio stato di salute.

Situazione opposta per chi è fedele, o tradisce di rado, ma occorre che ci sia affiatamento fisico con la partner, altrimenti la sensazione di sentirsi trascurato dell’uomo può spingerlo ad abbandonarsi ed esporlo maggiormente al rischio di ipogonadismo.

Marco Notari