Namibia: il pacco bomba era davvero solo un test americano?

Aumentano i dubbi e con essi le preoccupazioni.

In una sorta di gara a rimpiattino a chi smentisce chi dalla Namibia ancora non arriva nessuna notizia certa e confermata sulla vicenda del finto pacco bomba ritrovato mercoledì scorso tra i bagagli di un volo in partenza per Monaco di Baviera.

A chi in un primo momento aveva pensato alla bravata di qualche buontempone, era giunta pronta la dichiarazione del ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maiziere, che aveva – con il sicuro intento di tranquillizzare gli animi in un momento in cui l’allarme terrorismo rimane alto in Germania – rivelato come il pacco fosse solo un test realizzato da una non meglio precisata azienda americana con l’obiettivo di verificare l’efficacia dei sistemi di sicurezza nell’aeroporto namibiano.

Ma a smuovere nuovamente le acque c’ha pensato il capo della polizia del paese africano, Sebastian Ndeitunga. «Non è vero che le autorità americane abbiano piazzato questo collo per mettere alla prova la sicurezza namibiana», queste le parole con cui Ndeitunga ha smentito il ministro tedesco de Maiziere.

Il capo della polizia della Namibia ha confermato che continueranno le indagini per scoprire chi ha messo il pacco (una valigetta per computer contenente dei fili elettrici e un timer, ndr) tra i bagagli in partenza per la Germania. Ma soprattutto: perché?

Simone Olivelli