Need For Speed Hot Pursuit: guardie e ladri, bolidi e social network

Need for Speed è tornato. Disponibile per pc e console da ieri, 19 novembre, in tutti i negozi, porta con se un bagaglio pieno di Lamborghini, Porsche, gare clandestine e avvincenti inseguimenti con le forze dell’ordine.

Il gioco è ambientato in Usa, più esattamente nella contea di Seacrest, un posto dove tutti sono super ricchi e guidano auto da sogno (polizia compèresa)

Il mondo di Need For Speed Hot Pursuit, ultimo episodio di una fortunata saga nata nel 1994, è quindi lontano anni luce dalla crisi.

Caratteristica curiosa è che gli abitnti di Seacrest, dopo essersi cimentati in gare clandestine, possono condividere tutto online come su Facebook. Nel gioco si può scegliere da quale parte stare:  se fuggire, ad esempio, guidando una 911 Turbo, oppure dare la caccia a bordo di una Lamborghini Gallardo con la livrea della Polizia di Stato italiana.

Henry LaBounta, art director di Need for Speed, ha dichiarato durante un’intervista a XL :“Fin dall’inizio il nostro obiettivo era fare un gioco prima di tutto divertente. Per questo ogni aspetto di Hot Pursuit, anche lo stile grafico, è stato pensato per raggiungere questo risultato. Penso che ci siamo riusciti”, dopo essere tornato da Hollywood LaBounta ha inoltre dichiarato: “Io vengo dall’industria del cinema e ci sono molte cose che il mondo dei videogame può imparare. La gente non va a vedere un film perché il regista ha usato le tecnologie migliori, la telecamera più evoluta. Va perché la storia è bella, gli attori sono bravi, insomma va per il lato artistico. Lo stesso sta accadendo coi videogame: il realismo della grafica ormai è alla portata di tutti, la differenza la fanno le scelte artistiche, le luci, la fotografia. Con Hot Pursuit abbiamo cercato uno stile unico: quando vedi una foto del nostro gioco, riconosci subito che è Need for Speed. Questo sarà sempre più importante in futuro”.

Per questo Hot Pursuit risulta un titolo veloce e colmo di adrenalina, lontano da simulazioni serie come Gran Turismo.

Se invece del trasgressore si opterà per vestire i panni del poliziotto, si potranno usare diversi sistemi per catturare gli avversari, dai posti di blocco alle strisce chiodate. Per quelli che vorranno impersonare i fuggiaschi ci sarà l’imbarazzo della scelta tra le tante armi a disposizioni.

Insomma, un titolo vecchia scuola, divertentissimo anche se alla lunga giocare da soli diventa ripetitivo. Per fortuna c’è il multiplayer, dove il gioco Electronic Arts da il meglio di sé.

Intanto, di strade Need for Speed ne ha prese due. Oltre a Hot Pursuit, all’inizio del prossimo anno uscirà Shift 2, spin-off della saga che utilizza un approccio più simulativo e che sarà sviluppato da un altro team di Electronic Arts. Un impegno notevole per una serie che va sempre più di corsa.

Cristina Rufini