Stop di Calderoli alla Marcegaglia: “Ingenerose le sue critiche al governo”

E’ davvero ingeneroso l’intervento del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, secondo cui la politica non è in grado di mediare tra interessi diversi e pertanto non è in grado di stabilire l’agenda sulle priorità del Paese. Confindustria e il suo presidente sanno benissimo chi propone e chi spinge le riforme e chi invece frena o cerca di affossarle e quindi dalla sua associazione ci si aspetterebbe qualche distinguo tra ‘buoni e cattivi’, facendo nomi e cognomi”.

Non usa mezzi termini il ministro leghista Roberto Calderoli, il quale aggiunge: ”E’ ingenerosa perché dimentica di aver lei stessa partecipato ad un tavolo governo-parti sociali per la definizione dell’agenda, tavolo che non solo ha già lavorato, ma che ha già prodotto dei risultati e, se non fosse stato per il filtro di inammissibilità relativo alla legge di stabilità da parte della Camera dei Deputati, molte di quelle proposte starebbero per diventare già legge”.

”Tutte le riforme – dichiara il ministro per la Semplificazione Normativa – sono pronte o in fase finale di gestazione: è pronta la riforma costituzionale e la conseguente legge elettorale, è pronto lo sblocco dei lavori pubblici e privati di cui ben dovrebbe conoscere il testo, visto che io stesso ne ho consegnata una copia all’interessata così come alle altre parti sociali; è pronto il piano per il Sud, è stata varata l’Agenzia per il Nucleare; il ministro per lo Sviluppo Economico e il presidente della Consob sono stati nominati così come sono stati indicati i componenti dell’Autorità per l’Energia e il Gas; mentre sulla riforma fiscale – continua Calderoli – credo ci siano le idee chiare per poterla iniziare a scrivere con il fine di ridurre la pressione fiscale per le famiglie e per le imprese; infine tutto il resto di quello che è stato proposto a quel tavolo tra Governo e parti sociali è già stato messo nero su bianco”.

”Purtroppo nel piano di realizzazione di tutte queste riforme – sottolinea il Ministro – si è frapposto l’ostacolo di chi ritiene di far politica badando solo al proprio orticello, dimenticando l’esito di una serie di consultazioni elettorali. Per governare e portare avanti queste proposte – spiega Calderoli, lanciando una frecciata velenosa ai finiani – ci vogliono i numeri e questi numeri li potremo contare solo il prossimo 14 dicembre e questo non certo per nostra responsabilità. Se i numeri ci saranno il Paese potrà subito volare, diversamente si tornerà a votare e allora ci saranno quei numeri per spiccare il volo. Noi ci auguriamo che Confindustria stia dalla parte di chi vuole le riforme, di cui sopra ho accennato, ma per dimostrarlo eviti di andare nel covo dei predatori e pirati della Prima Repubblica…”.

Raffaele Emiliano