Berlusconi e Obama, amici per…la guerra

Vertice che vai, soddisfazione che trovi. Sarà stato questo il pensiero che avrà attraversato la mente del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo aver ricevuto l’attestato di stima del suo prestigioso “collega” transoceanico, Barack Obama. Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, infatti, il presidente degli Stati Uniti d’America, nel corso del vertice Nato che si è appena concluso a Lisbona, avrebbe rivolto a Silvio Berlusconi il suo personale ringraziamento per il prezioso contributo italiano alla missione Isaf.

Di che si tratta? L’Italia avrebbe garantito agli Usa l’invio immediato di 200 carabinieri in più, incaricati di “formare” gli afghani. Addestratori che, come ha ricordato Obama nel corso della sessione plenaria specificatamente dedicata alla missione Isaf, aiuteranno i poliziotti e i soldati locali a raggiungere livelli formativi sempre più competitivi, al fine di agevolare la tenuta sociale nel delicatissimo territorio.

Con il nuovo contributo, il contingente militare italiano in Afghanistan raggiungerà quota 4.230, terzo solo a quello americano (che “vanta” 90 mila soldati) e a quello inglese (che ne conta 11 mila). Una cifra importante, che avrebbe spinto Barack Obama a formulare il suo personale ringraziamento al Cavaliere e allo stesso Franco Frattini, “sopravvisuto” a un bilaterale con Hillary Clinton e rinfrancato dal “thank you, my friend” del presidente.

Un contributo “low cost”, che secondo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha permesso di far crescere la stima dei Paesi alleati nei confronti dell’Italia senza incidere rovinosamente sui conti pubblici: “Il costo sarà veramente molto modesto – ha assicurato La Russa – Fino ai cento soldati nessun aumento di risorse necessario per sostenere questo aumento, per i cento soldati in più il costo sarà di qualche milione di euro, veramente assai modesto. La spesa complessiva delle missioni all’estero – ha rendicontato il ministro – è di 750 milioni di euro per il primo semestre”.

E non è tutto perché Silvio Berlusconi ha voluto strafare, ricordando che l’impegno italiano in Afghanistan non si limiterà a consumarsi sul fronte militare: “Ai nostri – ha assicurato il premier – abbiamo dato il compito di avere grande attenzione per la popolazione, dando supporto e aiuto per realizzare scuole e ospedali. E comunque – ha rincarato – saremo vicini al Paese anche dopo il 2014″.

E per rendere ancora più distesi e collaborativi i rapporti con il Paese retto da Karzai, il ministro Ignazio La Russa ha ufficializzato la decisione di non voler armare i cacciabombardieri italiani impiegati in Afghanistan: “Abbiamo deciso – ha scandito il responsabile della Difesa – che non c’è bisogno di armare gli Amx e a titolo di memoria – ha aggiunto, virando verso la polemica nazionale – voglio ricordare che gli unici bombardamenti italiani li ha fatti D’Alema senza alcuna autorizzazione da parte del Parlamento”.

Maria Saporito