Caldoro difende la Carfagna: Mara è brava e leale

Mara Carfagna è una persona leale. Ma, soprattutto, è molto diretta e schietta. Le cose le dice in faccia. E diciamoci la verità: non sempre questo atteggiamento, in politica, paga”. A parlare è il governatore della Campania, Stefano Caldoro, interpellato da “Il Corriere della Sera” sul “caso” del ministro delle Pari opportunità che, in un’intervista a “Il Mattino” di Napoli , ha annunciato l’intenzione di lasciare la politica.

Per il presidente della Regione, il motivo del risentimento della Carfagna va rintracciato nel trattamento che le hanno riservato alcuni rappresentanti del partito campano: “E’ stata ingiustamente trattata come straniera in patria dal gruppo dirigente locale – ha detto – Uno sbaglio che tutti, da Cosentino in giù, devono ammettere. Perché Mara è una risorsa enorme, pochi hanno la sua capacità comunicativa”.

Del ministro, Caldoro, traccia un ritratto generoso: “Quando è stata candidata a Napoli, città difficile – ha ricordato il governatore – ho avuto modo di vedere all’opera la sua capacità di affascinare le persone. Riesce a entrare in contatto con gli ambienti più diversi, soprattutto quelli popolari. Il suo consenso, 55 mila preferenze, non è stato il risultato di un’organizzazione – ha precisato il presidente della Campania – ma un successo personale. È una brava. Le letture dietrologiche su di lei sono sbagliate. Non credo che in questa vicenda sia stata minimamente condizionata da Bocchino. Sbaglia – ha aggiunto – chi gioca a polemizzare sull’amicizia tra lui e Mara”.

Ma cosa ha causato l’inimicizia tra la Carfagna e alcuni amministratori campani? “In politica è normale – ha spiegato Stefano Caldoro – che chi lavora sul territorio sia geloso dei propri spazi. Però se la partita si gioca solo facendosi guidare dalle gelosie, allora si fa un errore. È un gruppo dirigente che in questi anni, anche grazie al traino di Silvio Berlusconi – ha osservato il governatore – ha raggiunto obiettivi importanti. E questo gli va riconosciuto. Ma un gruppo dirigente maturo, forte, non fa prevalere le difese di singoli interessi. Difese legittime, per carità, ma personali. È quello che è successo in questo caso in Campania”.

Cosentino &co, insomma, secondo il presidente della Regione, si sarebbero sentiti “invasi” sul loro territorio da un’estranea “paracadutata” da Roma, e osteggiati su un campo quanto mai scivoloso come quello dello smaltimento dei rifiuti. Una situazione insostenibile, che avrebbe spinto il coordinatore campano del Pdl e alcuni amministratori locali ad alzare la voce contro il ministro, creando i presupposti per rotture insanabili.

Nessuna soluzione, dunque? Per Stefano Caldoro l’unica persona che potrebbe ricucire lo strappo è il presidente del Consiglio: “A questo punto – ha detto – credo che solo Berlusconi possa risolvere la questione: deve intervenire. Ma facciamo tutti attenzione – ha concluso in un eccesso di cautela – a non abusare della sua pazienza”.

Maria Saporito