Paolo Guzzanti contro la Carfagna: è una zarina affamata di potere

Qualche anno fa era stata sua figlia, Sabina, a ironizzare, in modo poco lusinghiero, sul cursus honorum del ministro Carfagna. Un intervento definito da molti eccessivo, che aveva procurato non pochi grattacapi alla comica romana, investita da una cascata di anatemi scagliati in maniera trasversale da politici e opinionisti di varia caratura. Oggi, a scandire parole altrettanto ingenerose nei confronti della responsabile delle Pari opportunità (senza, tra l’altro, la possibilità di invocare il diritto di satira) è, invece, Paolo Guzzanti, che – in un’intervista a “Il Fatto Quotidiano” – attesta la sua scarsa stima per la bella ministra, smaniosa di lasciare il Cavaliere.

Dopo la “difesa” scandita da Stefano Caldoro, dunque, arriva l’“accusa” scagliata da Paolo Guzzanti: “Non mi stupisce che Mara Carfagna abbia intenzione di dimettersi e passare a Fli – ha esordito il vice segretario del Pli – me la descrivono come una zarina affamata di potere, un piccolo ras campano, una sorta di boss dal pugno di ferro”.

Un ritratto non proprio affettuoso, che tiene in larga considerazione anche il presunto “tradimento” che la signora Carfagna starebbe consumando ai danni di un risentitissimo premier. “Mi risulta che Berlusconi sia furibondo – ha riferito Paolo Guzzanti – so che in una riunione con i suoi ha avuto parole durissime su di lei. Pensare che la adorava, c’era tra loro un’affezionata amicizia, Berlusconi stravedeva per lei, aveva un’ammirazione prossima alla devozione. Ora non più – ha ribadito – so che è furibondo, furibondo”.

E non solo con lei. Dello scontro tra il Cavaliere e il presidente della Camera, il parlamentare di Pli ha detto: “Gianfranco Fini pratica la tattica del logoramento. Appena arriva di fronte al nemico, invece di estrarre la spada e affondare, richiama tutti alla responsabilità. Berlusconi e i suoi – ha continuato Guzzanti – sono completamenti carenti di tattiche parlamentari, Fini e i finiani sono invece dei maestri in questo, dei veri corsari”.

E la sua soluzione per uscire dall’attuale cul de sac istituzionale? “Credo che il governo tecnico – ha spiegato il vice segretario dei liberali – sarebbe l’ideale adesso, con la possibilità di riformare la legge elettorale e tornare al sistema proporzionale. Vediamo, ma come diceva Machiavelli – ha aggiunto – fanno la guerra con gli accampamenti disegnati con il gesso e le armi di legno, nessuno tira fuori la spada e se lo fa – ha concluso Guzzanti senior – la rimette a posto senza usarla”.

Maria Saporito