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RIM contro tutti, Blackberry Playbook

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La tecnologia del mondo ‘mobile‘ vive  un momento di grandissimo fermento creativo in cui la battaglia si è spostata un po’ alla volta dal mondo dei cellulari a quello dei netbook per poi approdare al prodotto che ne rappresenta una via di mezzo, i Tablet PC.

Ce ne sono per tutti i gusti estetici, dimensioni, necessità, prezzi e mercati.

Recentemente il mondo editoriale è stato molto impegnato attorno ad Apple con il suo Ipad di prima generazione, mentre si aspetta il nuovo a Primavera 2011. Si è poi letto di Samsung Galaxy con i suoi 7″ e motore Android.
Oggi c’è RIM con il suo Blackberry Playbook che nonostante presenti un nome che fa pensare ad un pubblico prevalentemente consumer è invece fortemente indirizzato e ‘ready-to-service‘ per il mondo Enterprise.

E’ atteso in Europa a Febbraio 2011 nelle versioni 16, 32 e 64GB in modalità di offerta ancora non conosciute.

Il Playbook che pesa 400g, sistema operativo Qnx, display LCD 7″ per una risoluzione di 1024×600 ha tra le  caratteristiche principali  un cuore d’acciaio da 1 GHz dual-core processor con 1GB di RAM che lo rende estremamente efficace e veloce tanto da permettersi di mettere in crisi l’acclamato iPad come si può vedere dalla recensione  della sfida pubblicata in questi giorni, BlackBerry PlayBook and iPad Comparison: Web Fidelity.
Ci aspettiamo in Europa la versione 3G che vedrà impegnati i principali operatori di Telefonia Mobile per la definizione delle  relative offerte.
Sicuramente beneficerà dell’ottima penetrazione nelle imprese grazie al meccanismo della Push Email che consente di essere sempre connessi alla propria casella di posta elettronica in modalità sicura e alle diverse versioni di Blackberry Enteprise Server per poter usufruire di applicazioni mobili dedicate ai diversi settori verticali.

Recentemente abbiamo avuto modo di ascoltare Jim Balsillie, CEO di RIM, in una lunga conversazione con Battelle al Web 2.0 Summit negli USA . Balsillie ha ribadito  la necessità di una rete in cui gli sviluppatori possano utilizzare strumenti di sviluppo attuali per poter pubblicare su web e  i consumatori finali non debbano obbligatoriamente installarsi una applicazione per poter navigare, facendo chiaro riferimento al meccanismo delle Apps Store su iTunes di Apple.

Natascia Edera