Vendola spara su tutti: la sinistra va rivitalizzata e la Carfagna si è ribellata

Dalle primarie alla sinistra da rilanciare, passando per il “caso Carfagna” e per gli “scossoni” causati a destra dal presidente della Camera. Il governatore della Puglia, Nichi Vndola, non si è risparmiato su nulla e, intervistato da Sky Tg24, ha fornito la sua fotografia della situazione politica italiana.

“L’avvitamento del quadro politico – ha spiegato il leader di Sel – è giunto a un punto talmente brutto e putrefatto che le elezioni sono da un certo punto di vista una fatalità e dall’altro un fatto di igiene politico-istituzionale. Le primarie sono necessarie e il popolo di centrosinistra le vede come uno strumento fondamentale per rivitalizzare la coalizione”.

Non solo: “Le primarie – ha insistito il presidente della Puglia – sono l’idea che la politica non si gioca dentro i talk show e dentro il palazzo. La politica si gioca in relazione con quelle centinaia di migliaia di studenti che hanno protestato contro la Gelmini, si gioca all’aria aperta, in una relazione col popolo e in una connessione con la vita”.

E zoomando sul recente risultato milanese che ha decretato la vittoria di Giuliano Pisapia (da lui sostenuto) alle primarie del centro-sinistra, Vendola ha minimizzato sull’ipotesi di una sua diretta “responsabilità”: “A Milano – ha osservato – ha perso chi ha inteso un po’ militarizzare quella contesa. Resto un po’ stranito, ho fatto una sola manifestazione con Pisapia; dicono che rappresento un problema perché non avrei appeal al Nord e poi mi rappresentano così potente che appena metto piede a Milano per mezza serata sarei in grado di mutare l’orientamento elettorale in quella città. Bisogna essere un po’ più sereni – ha aggiunto il governatore -un po’ più rilassati, e affidarsi un po’ di più alla saggezza della propria gente“.

Non ha lesinato attacchi al suo schieramento: “A sinistra da troppo tempo – ha denunciato il leader di Sel -c’è una sorta di conte Ugolino che tende a divorare tutto ciò che incontra per strada. E’ difficile convivere in una casa comune plurale dove la diversità non sia considerata una minaccia, un pericolo, ma una forma di arricchimento”.

La sua opinione sulla probabilissima uscita del ministro Mara Carfagna dalla squadra di governo? “Nel centrodestra – ha risposto il presidente della Puglia – la guerra per bande va avanti da lungo tempo e la Carfagna si è ribellata. La guerra per bande è la cifra dell’attuale situazione nel centrodestra e Berlusconi non può e non sa emanciparsi dalle relazioni con il mondo dell’ex segretario Cosentino“. Che, ha ricordato Vendola, è stato anche accusato di aver autorizzato la diffusione di un dossier volto a screditare l’attuale governatore della Campania, Stefano Caldoro: “Fu un attacco di killeraggio – ha ricordato il leader di Sel – un vero gossip di fango e il fatto che Cosentino non sia stato bandito la dice lunga sul livello di compromissione del Pdl nella palude campana”.

Lucida anche l’analisi sulla situazione “finiana”: “Fini – ha detto Vendola – vive una discreta contraddizione tra orizzonte strategico e questioni tattiche. Vorrebbe più tempo per mettere in sicurezza il suo gruppo per poter completare la rottura con il Pdl perché teme che il precipizio verso il voto possa non dargli un salvagente abbastanza robusto”. Ma il suo giudizio sulla scelta “secessionista” maturata dal presidente della Camera è sostanzialmente positivo: “Gli va riconosciuta – ha concluso il governatore della Puglia – l’intenzione di dar vita ad una destra moderata, laica, non populista e sudamericana, come quella che è al potere”. Una destra – sembra sottointendere il governatore dei pugliesi – con cui non è escluso si possa dialogare.

Maria Saporito