Aung San Suu, a breve il rincontro con il figlio minore

L’attivista birmana e premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi potrà finalmente riabbracciare oggi il figlio minore Kim Aris, che non vede da dieci anni. La giunta militare che governa Myanmar (ex Birmania) ha infatti concesso al giovane il visto di ingresso nel paese, come annunciato dallo stesso avvocato della donna.

I

Secondo quanto fatto sapere da Nyan Win (questo il nome dell’avvocato), il 33enne figlio di Aung Suu si troverebbe a Bangkok, già in possesso dei documenti necessari, e “sta cercando di arrivare oggi” nell’ex Birmania. Se il giovane non riuscisse a trovare un volo per oggi -ha aggiunto l’avvocato- prenderà il primo disponibile domani per arrivare all’aeroporto di Yangon, dove ci sarà la madre ad attenderlo.

Già il giorno della sua liberazione, il 13 novembre scorso dopo oltre sette anni di arresti domiciliari, Aung San Suu Kyi ha potuto parlare con il figlio per telefono. Durante i lunghi anni della sua prigionia, il premio Nobel per la pace non ha mai potuto utilizzare il telefono o internet.

La notizia del prossimo rincontro, è stata però offuscata dall’altra, meno piacevole, della decisione della Corte Suprema birmana di bocciare il ricorso contro lo scioglimento del partito di Aung San Suu, la Lega della democrazia. Il principale partito dell’opposizione è stato sciolto dai militari per aver invitato la popolazione a boicottare le elezioni del 7 novembre scorso- definite una farsa- e che hanno visto la vittoria del partito appoggiato dai militari.

Intanto la repressione di qualsiasi voce dissonante non accenna a placarsi in Mynamar. Nove testate, tra quotidiani e settimanali, hanno visto infatti sospendere le loro pubblicazioni per avere dedicato molto spazio alla liberazione di Aung San Suu.

Annastella Palasciano