Brunetta: lo spettacolo non è cultura, non è un bene pubblico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:07

«In questo Paese sotto il termine “cultura” si è realizzato un grande imbroglio. Una cosa è la cultura, una cosa è lo spettacolo, una cosa sono le rappresentazioni: lo Stato finanzia i beni pubblici. Non necessariamente finanzia i beni privati. La cultura è un bene pubblico e va finanziato. Lo spettacolo no».

Queste le affermazioni del ministro Brunetta riguardo allo sciopero che quest’oggi blocca teatri, cinema e set. Mentre il ministro Bondi si dice comprendere le motivazioni della protesta(“i sindacati pongono questioni reali”)  e il timore per i lavoratori del settore, Brunetta sembra farne una questione di definizione: lo spettacolo non è cultura, perché la cultura è un bene pubblico, mentre lo spettacolo no. Un ragionamento, quello fatto stamattina durante le registrazioni di “Effetto domino”, che per lo meno sembra confondere i piani e differenziare, sul piano della cultura, un’esposizione museale da una rappresentazione lirica; o che almeno offre grandi spunti di fraintendimento.

Per alcuni, comunque, le frasi del ministro sono apparse un’offesa a tutto tondo. E così diverse sono state le pungenti risposte dei manifestanti. Uno delle più centrate sono apparse nel servizio di Teresa Marchesi per il telegiornale della Rai. Uno degli intervistati si è così espresso: “Forse con spettacolo intendono quello che fanno nei festini loro. Allora forse quello è uno spettacolo da censurare. Il nostro spettacolo è cultura”.

Questa sera su LA7, “Effetto Domino” manderà in onda la discussa intervista. Nel frattempo la protesta continua al Carlo Felice di Genova con il concerto solidarietà di Zubin Metha. Un concerto interamente su Beethoven: come direbbe Brunetta, è spettacolo,  non cultura.

Giulia Caterina Antonini

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